Da patriarca di Venezia ad arcivescovo di Milano a capo della più grande diocesi d’Europa. Qualcuno l’ha vista come una “retrocessione” formale, altri come un’indicazione per il prossimo conclave.
Il cardinale Angelo Scola – amico di Joseph Ratzinger da quarant’anni – è raccontato attraverso le sue parole che descrivono come ha vissuto questo evento e ogni tappa dell’esistenza come frutto degli imperscrutabili disegni dell’amore di Dio.
Dai tanti episodi emerge il profilo di un credente, di un sacerdote e di un vescovo dalle molteplici sfaccettature: l’infanzia a Malgrate, in provincia di Lecco, con il padre socialista e una madre profondamente cattolica, la scuola, l’interesse per gli scritti di Gandhi, la passione per la politica e i partiti marxisti, l’università. Quindi l’incontro con don Giussani, decisivo, la vocazione, il sacerdozio e le frequentazioni con il promettente teologo tedesco, che sarà poi Benedetto XVI, fino all’episcopato a Grosseto. In un resoconto ricco di particolari inediti, riaffiorano vividi gli anni della Lateranense e quelli del patriarcato di Venezia. È un percorso umano e spirituale che non dimentica i tanti amici e collaboratori che gli sono stati vicini.
Dalle parole del nuovo arcivescovo è possibile scorgere quali saranno alcuni capisaldi della sua missione a Milano. È lo sguardo di un pastore attento, che non disdegna di dire quel che pensa sull’islam, l’immigrazione e il meticciato, sulle prospettive della civiltà italiana, sulla politica e sulla sua idea di società, di famiglia e di Chiesa.