Le storie, i miti, le leggende delle più antiche culture del mondo mostrano similitudini sconcertanti. Il viaggio degli Argonauti e le guerre divine dei Sumeri, le saghe della tradizione indù e di quella buddista, i racconti dell'antico Egitto e del Perù preincaico, gli angeli che popolano le pagine della Bibbia e del Corano hanno per il padre dell'archeologia eretica un'identica radice: sono la memoria dei viaggiatori extraterrestri che hanno visitato la Terra in un passato più o meno remoto. Non presenze metafisiche, ma figli di un'avanzata cultura, capaci di "miracoli tecnologici" che la nostra arretratezza non poteva tradurre se non facendo ricorso al prodigio. Se le pagode nella giungla del Myanmar sono straordinariamente somiglianti a moderne astronavi e le tradizioni della civiltà indiana e dell'Antico Testamento narrano di epiche battaglie aeree e di piogge di fuoco, è perché l'interpretazione dei misteri e dei testi di millenarie culture e religioni permette di ipotizzare un'affascinante conclusione: il genere umano non è mai stato solo.