Non riuscire a chiudere occhio tutta la notte pensando al ragno che potrebbe essere entrato nella stanza; dover limitare i propri viaggi o la propria carriera perché salire su un aeroplano è come smettere di respirare; essere costretti a rinunciare a concerti, shopping e cinema per via del malessere che ci procura la folla. Sono solo alcuni esempi di come le fobie possano paralizzarci la vita. Agorafobia, fobia sociale, fobia delle malattie, fobia del sangue, fobia del cibo: le paure irrazionali che colpiscono oltre 10 milioni di Italiani sono le più diverse. Come nascono? In realtà non sono che versioni eccessive e sproporzionate di semplici reazioni di paura, la più importante emozione difensiva dell’essere umano e, in generale, di tutti gli esseri viventi. La paura ci aiuta a reagire di fronte ai potenziali pericoli, attivando il corpo e la mente a elaborare le risorse necessarie ad affrontare un ostacolo o a schivarlo, suscitando in noi la tipica reazione di “lotta o fuga” che è fondamentale per la nostra sopravvivenza. La paura è come un campanello d’allarme, che merita tutta la nostra attenzione perché solo così riusciamo a individuare il pericolo che l’ha fatto scattare, per poi superarlo e ritrovare la serenità perduta. La paura ha anche una funzione preventiva, perché attiva in noi una serie di comportamenti che allontanano o sviano le situazioni potenzialmente rischiose. Ma se diventa eccessiva o male indirizzata può trasformarsi in fobia, un condizionamento potentissimo alla nostra libertà di agire, esplorare, conoscere il mondo e noi stessi. Oggi la scienza ci offre valide tecniche terapeutiche per riconoscere le fobie, curarle e sconfiggerle, in modo da poter tornare padroni di noi stessi e della nostra vita.