I fiori devono essere di sette tipi differenti e vanno colti in silenzio. Solo così il rituale conserva il suo significato, portando con sé una promessa di felicità. A sedici anni anche una sciocca superstizione è importante. Johanna sta afferrando una margherita e si accorge troppo tardi dell’uomo alle sue spalle. Pochi istanti e la vita cambia per sempre.
Quindici anni dopo, a Stoccolma, due coniugi sessantenni vengono ritrovati morti nel loro appartamento. Un probabile caso di omicidio-suicidio, in cui l’uomo, il pastore Jakob Ahlbin avrebbe sparato alla moglie per poi togliersi la vita. Mentre la polizia tenta di fare chiarezza sulla vicenda, Fredrika Bergman, giovane analista investigativa che da anni collabora con le forze dell’ordine, è alle prese con un’altra indagine. Nulla apparentemente collega i due casi, ma a mano a mano che le ricerche proseguono, alcuni dettagli iniziano a convergere, e il quadro che si delinea è sconfortante: dietro una serie di iniziative benefiche si nasconde una rete clandestina che traffica in esseri umani. È lì – e in un passato doloroso ancora coperto da fitte ombre – che si annidano alcune delle risposte che la polizia sta cercando.
Sfruttamento dei più deboli, corruzione, violenza: tutti crimini spregevoli. Ma a volte è l’ipocrisia il male peggiore da cui guardarsi. O di cui vendicarsi.