Don Gius

«Vi ricordate i due fidanzati che ho sorpreso abbracciati in viale Lazio? Una sera stavo uscendo dal cancello verde della parrocchia. Il cancello finiva in un muro e, appoggiati al muro, stavano lui e lei, strettamente abbracciati. Io avevo la tonaca – allora si usava ancora portarla – e andavo sempre veloce in bicicletta, così che la tonaca schioccava come una frusta. Passo davanti a loro, un colpo repente, e si staccano. Io, che ero lanciatissimo, freno!


Rigirandomi, torno verso di loro e dico: “Scusate, ma se non stavate facendo niente di cattivo, perché siete stati sconfortati dalla tonaca?”. Faccio per rigirarmi e andarmene, ma non avevo ancora messo il secondo piede per terra che mi è venuto il lampo di genio più bello della mia vita…


C’era un cielo stellato, gremito di stelle, senza nuvole, tanto lucido da esser denso… Girandomi su un piede, mi rivolgo verso di loro, mentre già stavano riabbracciandosi, poveretti, e dico: “Scusatemi ancora un momento: ma quel che state facendo che c’entra con le stelle?”.


E improvvisamente ho capito che quello era il concetto di virtù: il nesso tra l’azione effimera, tra l’istante nella sua forma esistenziale, e la totalità delle cose».


Don Luigi Giussani, da


Conversazioni con giovani universitari

Renato Farina

Giornalista e scrittore, già deputato al Parlamento italiano e al Consiglio d'Europa. Ha pubblicato...
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