Michael Connelly aveva sedici anni quando entrò in contatto per la prima volta con il mondo del crimine.
Una notte vide un uomo buttare in un cespuglio un oggetto misterioso e scappare. Era la pistola utilizzata poco prima per sparare a un innocente durante una rapina. In seguito a quell'episodio, il giovane Michael si appassionò talmente alle storie di cronaca nera da decidere di diventare
uno scrittore per poterle raccontare.


Qualche anno dopo, iniziò a lavorare come cronista per alcuni giornali americani. Per scrivere i propri articoli, seguì poliziotti e agenti della scientifica, studiò i profili psicologici di vittime e assassini. Visse in prima persona la frustrazione di chi ha il compito di assicurare i colpevoli alla giustizia e brancola nel buio.
La caccia della polizia a un celebre serial killer divenne la sua caccia personale per raccontarne la storia. Il caso di un uomo trovato nel baule di una Rolls-Royce ispirò uno dei suoi libri. Fu persino perseguitato da un omicida, che per anni gli telefonò dalla prigione.


Il risultato di quelle esperienze è questa raccolta, che descrive casi che per anni hanno terrorizzato l'America. Criminali, vittime, poliziotti, e la stessa classe di sempre: gli ingredienti sono quelli dei thriller che hanno conquistato milioni di lettori nel mondo. Ma questa volta è tutto vero.