Canto di una donna libera

Per tutta l'infanzia, a Teheran, le avevano detto che le bambine persiane dovevano essere umili e silenziose.
Ma, come un uccello in gabbia, lei non ha mai smesso di cantare.

È il volo che ricorderai, perché l'uccello è mortale. Forse è per stupire suo padre che Forugh, ancora bambina, scrive la sua prima poesia. D'altra parte per tutta l'infanzia, a Teheran, si è sentita dire che le bambine persiane devono essere mute e obbedienti.
Sono gli anni Quaranta, e per le donne non c'è molta scelta, in Iran come in molti altri posti. Ma Forugh è una bambina diversa.
I suoi modi di ribellarsi sono spettegolare con la sorella tra le rose fragranti del giardino della madre, o divertirsi con i fratelli, azzuffandosi come un maschio. O, pochi anni più tardi, scrivere poesie, flirtare con i ragazzi.
Dopo un matrimonio, un divorzio, un figlio che ha dovuto lasciarsi indietro, Forugh sceglie la libertà. Che significa un nuovo amore, viaggiare, fare cinema, scrivere. Diventando la voce di tutte le donne in un Paese che, mentre si avvia verso l'illusione rivoluzionaria, resta indifferente ai loro sogni e alle loro speranze.
Una voce che, nel '67, quando Forugh ha appena trentadue anni, si spegnerà per sempre, troppo presto.
Ispirato alla storia vera della più grande poetessa iraniana, ai suoi versi, alle sue lettere, alla sua vita straordinaria e struggente, questo romanzo cattura l'essenza di Forugh Farrokhzad, la donna che ha rappresentato la nascita di una coscienza femminile in Iran.
Un grande personaggio del Novecento, da riscoprire in un romanzo che ha incantato i lettori e la critica.

Per tutta l'infanzia, a Teheran, le avevano detto che le bambine persiane dovevano essere umili e silenziose.
Ma, come un uccello in gabbia, lei non ha mai smesso di cantare.

È il volo che ricorderai, perché l'uccello è mortale. Forse è per stupire suo padre che Forugh, ancora bambina, scrive la sua prima poesia. D'altra parte per tutta l'infanzia, a Teheran, si è sentita dire che le bambine persiane devono essere mute e obbedienti.
Sono gli anni Quaranta, e per le donne non c'è molta scelta, in Iran come in molti altri posti. Ma Forugh è una bambina diversa.
I suoi modi di ribellarsi sono spettegolare con la sorella tra le rose fragranti del giardino della madre, o divertirsi con i fratelli, azzuffandosi come un maschio. O, pochi anni più tardi, scrivere poesie, flirtare con i ragazzi.
Dopo un matrimonio, un divorzio, un figlio che ha dovuto lasciarsi indietro, Forugh sceglie la libertà. Che significa un nuovo amore, viaggiare, fare cinema, scrivere. Diventando la voce di tutte le donne in un Paese che, mentre si avvia verso l'illusione rivoluzionaria, resta indifferente ai loro sogni e alle loro speranze.
Una voce che, nel '67, quando Forugh ha appena trentadue anni, si spegnerà per sempre, troppo presto.
Ispirato alla storia vera della più grande poetessa iraniana, ai suoi versi, alle sue lettere, alla sua vita straordinaria e struggente, questo romanzo cattura l'essenza di Forugh Farrokhzad, la donna che ha rappresentato la nascita di una coscienza femminile in Iran.
Un grande personaggio del Novecento, da riscoprire in un romanzo che ha incantato i lettori e la critica.

Jasmin Darznik

Nata in Iran nel 1973, è emigrata negli Stati Uniti con la famiglia quando aveva cinque anni. Autrice...
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