Jared Dillian è una delle menti di Lehman Brothers. Un workaholic. Uno squalo. Un cannibale. Uno che ai colloqui si presenta così: «Nessuno può lavorare più duramente di me. Nessun altro può essere disposto a metterci quello che ci metto io. Io sono pazzo». L’11 settembre Jared assiste al crollo delle Twin Towers, un trauma psicologico che supera con difficoltà. Nell’unico modo che conosce: lavorando. Il lavoro e i soldi diventano droga, non pensa ad altro, non parla d’altro, non vive per altro. Non è una condizione particolare la sua. Tutta Wall Street sembra condividerla. Un microcosmo popolato da personalità bizzarre, folli geniali, irresponsabili, tossici, patiti del gioco d’azzardo in tutte le sue forme. Una storia sorprendente, scritta con grande vena narrativa, in cui la vicenda personale del protagonista si interseca fittamente con quella del gigante poi fallito che ha dato il via alla crisi mondiale in cui ancora siamo impantanati. Il racconto, assolutamente crudo e viscerale di sette anni, quelli fondamentali, nel ventre della bestia.
Si può continuare a stupirsi, a chiedersi come tutto sia potuto accadere, a domandarci che cosa diavolo sta succedendo ora, nel mondo della finanza e quindi sulla nostra pelle. Oppure si può cominciare a leggere questo libro.