Stavo facendo colazione con un uomo che aveva ricoperto alte responsabilità nelle attività dell’Area 51, per lunghi anni. Gli mostrai un crostino: «Se questa è la parte che ho scoperto, quanto è grande quello che non so?» dissi. «Quello che non sa – rispose l’uomo cupamente – l’intera verità, è grande come il tavolo a cui siamo seduti, sedie comprese.»

Un’indagine sensazionale, avvincente e meticolosa, sul luogo più discusso e concupito da ricercatori, curiosi, cospirazionisti, cronisti: l’Area 51, nel deserto del Nevada, lo Shangri-la dello spionaggio e dei sistemi di combattimento più sofisticati, cuore di mille intrighi e segreti, in cui si intrecciano storia, politica, test nucleari, esperimenti inconfessabili.

Basandosi non su illazioni ma, per la prima volta, su colloqui con piloti, scienziati, ingegneri e agenti in pensione che hanno lavorato per anni nell’Area – e che nonostante il vincolo di segretezza, hanno accettato di parlare – il libro fa luce su decenni di misteri e rivela verità assolutamente inedite, a volte davvero sconvolgenti. A partire dalla spiegazione del celebre incidente di Roswell del 1947, il crash di un oggetto volante non identificato che ha alimentato innumerevoli ricostruzioni e altrettante leggende.