Amori a progetto
Sembra ieri che Francesca era una più che trentenne single – zitella, direbbe sua nonna – capofila di quelle trentenni di oggi, precarie in tutto, dal lavoro agli uomini. Di quelle che il precariato ce l’hanno dentro e lo applicano anche alla scelta della crema per i calli.
Ma questo era ieri. Oggi Francesca è una fantastica più che trentenne con un uomo fantastico che non vede l’ora di condurla all’altare, con lei vestita di bianco, tanti invitati, la torta, i confetti. La vittoria sul precariato amoroso, insomma.
Ma a Francesca tutta quella sicurezza fa l’effetto di una seduta dal dentista. Paura e fuga. Troppe decisioni da prendere, i preparativi, l’abito da sposa da comprare e poi il colloquio per quel posto in una prestigiosa agenzia di pubblicità. Meglio rinviare tutto a domani. E pazienza se il promesso sposo è convinto che tutto stia procedendo per il meglio. Lui non sa che mentre la pensa dalla sarta per le prove dell’abito, Francesca si è fatta assumere dal lounge bar «L’odalisca» come cameriera per servire ai tavoli vestita di veli. E neppure che ha mandato all’aria l’impiego all’agenzia dopo aver praticamente dato degli imbecilli a tutti i cervelloni riuniti in brain storming.
E l’ultima cosa che il poverino si aspetterebbe è che, mentre il giorno fatidico si avvicina, Francesca decida di fare il tour dell’Europa a intervistare i più famosi chef per un libro di ricette. Proprio lei che dal macellaio non sa distinguere il pollo dal vitello e che ci ha messo mesi per elaborare la complessa frase: «Vorrei un hamburger ben battuto». Ce nè da far vacillare anche il più intrepido dei principi azzurri.
Rincorrendo pasticcini, riuscirà a evitare di finire nei pasticci?
Commenti a "Amori a progetto"
Lascia un commento a "Amori a progetto"
Tutti i campi sono obbligatori, ma verrà visualizzato solo il tuo nome e il tuo messaggio.
(Se hai riscontrato difetti di stampa o di impaginazione, clicca qui)