Il referto del medico era inequivocabile: cancro alla tiroide. A 21 anni, un tumore non perdona. Bisognava intervenire, e in fretta.
Fabio è un attore avviato a una promettente carriera, fino a quel momento aveva creduto che la vita fosse ai suoi piedi e che la forza fosse l’arma vincente per affrontare la vita e ottenere successo, donne e molti soldi. Accecato dalle ambizioni, forte di un talento riconosciuto, decide di negare la malattia. Continua a recitare in teatro, nasconde tutto ai familiari, finché afono e privo di forze è costretto a soccombere allo “Scarafaggio”. Operato d’urgenza, supera l’intervento e fa la sua prima radioterapia. Perde lavoro, amici e popolarità, ma in quel baratro inizia finalmente a guardarsi dentro.
Passano i mesi, e dopo un anno parte per il Portogallo. Il viaggio lo porta a Fatima dove accade un piccolo miracolo. Si affida completamente alla Madonna, chiede aiuto fra le lacrime e da quel giorno il suo deserto fiorisce e si riempie di colori.
Anche la tragica morte del padre, in un incidente stradale, non lo abbatte. Oggi Fabio, dopo 14 anni di malattia e di cure, grazie all’incontro con Chiara Amirante, stringe un Rosario fra le dita nella profonda consapevolezza di essere un uomo fragile, reso forte dall’abbraccio di Maria e dalla fede che ha segnato di luce i suoi passi e ha colorato d’azzurro il cielo della sua sofferenza.