«Questa indagine non mira certo a sostenere pregiudizialmente una ricostruzione dei fatti, e tanto meno le iniziative dell’amministrazione Bush. Ma siamo convinti che un evento così drammatico e rilevante come l’11 settembre imponga una ricerca appassionata, rigorosa e razionale della verità, e che utilizzare il metodo scientifico, invece che parodie della scienza, sia la sola strada da percorrere.
Abbiamo preso in esame gli antefatti e i precedenti storici dell’attentato, analizzato minuziosamente l’attacco al WTC, sottoposto a indagine l’attacco al Pentagono, investigato per capire cosa è accaduto veramente al volo United 93, sottoposto a verifica i racconti dei testimoni, indagato i processi psicologici.
Abbiamo analizzato decine di “teorie alternative”, avvalendoci della collaborazione di tecnici di molti settori. Lo abbiamo fatto indipendentemente dalle nostre opinioni politiche e opzioni ideologiche. E in questo modo, abbiamo ricostruito passo passo quella terribile giornata, e scoperto che le più popolari ipotesi di complotto si basano su informazioni scorrette e incomplete, su una superficiale approssimazione e incompetenza, e talvolta persino su una vera e propria malizia manipolativa.»

Nonostante le bugie accertate della cosiddetta “guerra al terrore”, e sebbene alcuni aspetti di quella tragedia debbano essere ulteriormente chiariti, la documentata ricerca di importanti esperti italiani e USA evidenzia come molte delle tesi dei “complottisti” possono forse essere affascinanti, ma non reggono a un’analisi oggettiva dei fatti. Per estremo paradosso, il mantra della cospirazione si fonda su un’immotivata idealizzazione dell’infallibilità americana.