Nella vita di un editor capita molto di rado la fortuna di lavorare al libro di un autore di cui ci si era innamorati da lettori, ancor più improbabile se gli autori sono addirittura due. È quello che mi è accaduto con Will ti presento Will, opera a quattro mani di John Green (Colpa delle stelle, Cercando Alaska, Città di carta) e David Levithan (Ogni giorno, Boy meets boy, Tutto accadde in una notte). Ho amato questo libro come gli altri: le voci alternate dei due protagonisti, che si chiamano entrambi Will Grayson, sono splendidamente caratterizzate dai due autori, che hanno deciso di dividersi tutto, perfino il nome dei personaggi, di cui Levithan ha scelto il nome e Green il cognome. L’unica cosa che avevano deciso insieme della trama è stato che a un certo punto del racconto i due protagonisti avrebbero dovuto incontrarsi e che il loro incontro avrebbe avuto un effetto pazzesco sulle vite di entrambi. Dopo aver preso questa decisione hanno scritto separatamente i primi tre capitoli di ciascuna parte e solo successivamente li hanno condivisi.

Il libro ha debuttato negli Stati Uniti al terzo posto della classifica dei ragazzi del New York Times, ed è stato il primo in assoluto in cui compaia un personaggio omosessuale a entrare nella prestigiosa classifica.

A differenza di quello che si possa pensare, il tema centrale non è l’omosessualità, seppur presente (uno dei due Will è gay e si innamorerà del migliore amico dell’altro Will, Tiny Cooper); la cosa che in realtà mi ha veramente colpito di questa storia, quello che spero arrivi a chi la leggerà, è che l’amicizia è amore.

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   «Grayson, ci stai provando con me? Perché, cioè, non prenderla sul personale, ma preferirei essere etero che essere gay con te».
«NO. No, no, no. Non voglio
scopare con te. È solo che ti amo. Da quand’è che conta solo chi ti vuoi scopare? Da quand’è che l’unica persona che ami è quella che ti vuoi scopare? È una cosa così stupida, Tiny! Cioè, cazzo, chissenefrega del sesso?! Tutti si comportano come se fosse la cosa più importante che gli esseri umani facciano. Ma per favore! Come è possibile che le nostre cazzo di vite ruotino attorno a una cosa che possono fare anche le lumache?! Chi ti vuoi scopare, se te lo sei scopato, immagino siano domande importanti, va bene. Ma non sono così importanti. Sai cosa è importante? Per chi moriresti? Per chi ti svegli alle cinque e quarantatré del mattino anche se non sai neanche perché ha bisogno di te?» 

[da Will ti presento Will]