Ho sempre scritto, ma cose molto brevi, per lo più poesie. Poi un giorno è accaduto: come Forrest Gump che improvvisamente inizia a correre, così io a scrivere. E più scrivevo, cancellavo, riscrivevo, pensavo ai personaggi, intrecciavo la storia, più stavo bene.

Il romanzo "Per un'estate" è raccontato in prima persona, ma non è del tutto autobiografico, se non nei sentimenti.

Forse sono un po' Teo (Teodora), Maria e Linda insieme, le tre amiche protagoniste, perché, del resto, rappresentano tre modi diversi di essere, tre ruoli e anche di più, che spesso sono le sfaccettature di molte personalità, non solo la mia.

Prendendo spunto dalla mitologia, ho visto, infatti, in Teo la dea Artemide nella determinazione, ma anche fragile nell'essere in balia di Guido, il bello e dannato di cui si innamora un'estate, quella che dà il titolo al romanzo.

Teo ama dipingere; ha un rituale tutto suo che si ripete. Spalanca le finestre e fa entrare l’aria, mescola i colori e si lascia guidare dalle emozioni. Così nascono i dipinti che vanno poi ad abbellire il bar-libreria di Linda. “Dipingerò un quadro di azzurro e marrone come i suoi occhi. Poi inciderò la tela, con dei tagli profondi. Una tela meravigliosa, ma strappata. Elena e Paride. Vicini, lontani.”

Guido è l’amore che la rapisce; poi la lascia e lei, come Penelope, aspetta fiduciosa il suo ritorno. Giudo-Ulisse fugge e cerca la libertà. Lui è un eccentrico, ha sempre la risposta pronta, sa essere enigmatico e glaciale, romantico e pungente. Organizza continuamente week end da amici e conoscenti, la staticità non gli appartiene.

Quando arriviamo a Moneglia ci aspetta il comitato di accoglienza. Baci, strette di mano. Alberto presenta Barbara, Luca presenta Giulia e Loretta. Sono due compagne di università...Guido non saluta nessuno”.

Guido suona la chitarra e il violino, ovvero le vere donne della sua vita, così come le definisce: una è ufficiale, le altre sono amantila chitarra è da esibire in pubblico. Poi c’è il violino, che rappresenta la mia anima più profonda, destinato a solo a pochi intimi,infine vengono la poesia e il teatro”.  Lavora saltuariamente perché il padre gli ha lasciato una buona eredità, collabora per alcuni giornali, partecipa a spettacoli teatrali, vive alla giornata e non passa mai inosservato. Guido beveva solo decaffeinato, con dolcificante e latte freddo a parte. Anche nel caffè si doveva distinguere.

L’alternarsi degli avvenimenti porta Teo a pensare al senso del vero amore, alla casualità di alcuni incontri, se esiste l'anima gemella…

Parafrasando la mitologia, Teo si chiederà se Ulisse non fosse più tornato a Itaca, cosa avrebbe fatto Penelope? E se Orfeo non si fosse girato, sarebbe di nuovo felice con Euridice?

A queste domande Maria, che assomiglia ad Estia, la dea della casa, abituata ad essere moglie attenta, dedita alla cura degli altri, riporta sempre Teo al senso di realtà e  si svela attraverso le ricette che prepara, la sua fonte di ispirazione e vita: Maria prende dalla dispensa due pomodori, li getta nell’acqua e toglie loro la pelle. Li schiaccia su un tagliere insieme allo scalogno. Quando l’acqua bolle, invita gli gnocchi a immergersi,con la delicatezza di un’anatra che chiama i piccoli a tuffarsi nell’acqua per la prima volta.

Linda è invece l’amica guerriero, è Atena nei momenti di serenità e pace, abile stratega, ma feroce nelle difficoltà. E’ la saggia che fa filosofia e che guida le riflessioni. Teo sa di poter contare su di lei, come una sorella maggiore, che le apre la strada e le indica la via. Ascolto Linda come una discepola attenta, come una che sta bevendo dalle mani sagge del suo maestro.

Il personaggio di Linda è forse quello più vicino alla mia anima zen, quando cerco la tranquillità nella gestione della quotidianità.

Luca invece è Mentore, “Assolutamente elegante nel completo grigio. Discute di Van Gogh e Guaguin davanti alla commissione togata. Due artisti, due fratelli. La tesi è più incentrata sul loro rapporto di amicizia che sulla pittura. A Luca interessano molto le relazioni tra le persone: sono quelle che generano l’arte. Van Gogh era un genio, ma aveva bisogno di Gauguin.”…così come lui ha bisogno di Giudo, di un amore di sangue, conflittuale e familiare.

Per un’estate” vuole essere questo, una storiacapace di emozionare, attraverso la bellezza dei miti e dell’arte, ma anche dei semplici legami che si instaurano tra le persone.