Wolf è solo un cucciolo quando comincia l'addestramento: in poco tempo i padroni neri ne fanno un'arma infallibile, letale, che si alimenta della paura di chi gli sta accanto. Alla prima occasione Wolf decide di scappare dagli orrori della guerra e da ciò che le SS lo hanno fatto diventare. E per la prima volta incrocia uno sguardo diverso, quello di Donata, una ragazzina con la sindrome di Down che sembra non avere alcuna paura di lui. Anche Donata è in fuga, e insieme a lei c'è suo fratello Francesco. Un'ombra nera e silenziosa li sta inseguendo per i boschi della Toscana, qualcuno che sta cercando Donata.

Ridere come gli uomini è il nuovo romanzo di Fabrizio Altieri, una grande avventura nell'Italia occupata dai nazisti con protagonisti due fratelli e un lupo in fuga dall'odio che travolse il mondo. Di seguito trovate la presentazione del romanzo a cura dello scrittore Altieri.

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Le mie storie nascono da uno spunto iniziale e dalle domande che mi pongo. Lo spunto di questo romanzo è stato l’aver letto un libro in cui un cane pensava come una persona. Mi sono chiesto cosa avrebbe pensato di se stesso un cane addestrato a uccidere dai nazisti e quale sarebbero stati i suoi desideri. Quello di libertà, di certo, e poi quello di essere amato. E cosa avrebbe invidiato agli uomini? Il saper scoprire i denti come fanno loro, non per ringhiare, ma per ridere.

E poi mi sono chiesto cosa potevano desiderare le donne di quei tempi, che gli uomini invece possedevano. Tutto. La libertà, il poter studiare, lavorare e scegliersi il proprio destino. Da queste due idee basate sulla parola ‘uomini’ intesi come razza umana e come genere maschile è nato il titolo. Quando nella scuola dove insegno ho incontrato una ragazzina down, mi sono chiesto che vita avrebbe fatto sotto l’occupazione nazista una persona già così svantaggiata per via dell’ignoranza e del pregiudizio sulla sua sindrome in quell’epoca storica. E se Wolf, il cane, e Donata, questo è il nome della ragazzina, si fossero incontrati, tutti e due in fuga dallo stesso nemico? Ho voluto così introdurre il tema di una persecuzione meno conosciuta, tra le tante operate dai nazisti; quella nei confronti dei disabili. Nella mostruosa ideologia del Reich la razza doveva essere perfetta e non c’era posto per chi non fosse ‘normale’. Così è nato il romanzo ‘Ridere come gli uomini’.

Mancava solo l’ambientazione, ma mi sono guardato intorno e mi sono reso conto che ci stavo vivendo e lavorando; tra le Apuane e il mare. Così mi sono fatto aiutare da persone che conoscevano bene quei luoghi che mi hanno fatto scoprire particolarità a me sconosciute. Tutto quello che ho inserito per quel che riguarda le ambientazioni è reale: a Chiatri c’è la villa di Puccini, dal Monte Matanna si vede Piazza dei Miracoli e nel Parco di San Rossore c’erano, e ci sono ancora, i dromedari.