A Natale, si sa, sono tutti più buoni. E tutti meno soli. Ma sarà proprio vero? Per esempio, com’è il Natale in una grande città? Facciamo una metropoli a caso. Facciamo, per esempio, Milano.

Ecco, se per voi Natale e Milano sono concetti che non possono in alcun modo essere affiancati, perché Natale vuol dire tornare a CASA, quella VERA, e la grande città sotto le feste è solo lo scenario convulso di compere affannose, mezzi affollati, car sharing introvabili e, ben che vada, qualche cena prenatalizia con i colleghi o con i compagni di calcetto o pilates, allora concedetevi il tempo per tuffarvi nella pazza storia di Marisa. Vi farà bene al cuore (che di notte, alle volte, fa rumore) e allo spirito.

 

Abbiamo l’opportunità di fare qualche domanda all’autrice, ormai saldamente trapiantata.

Marisa, la tua storia parla alle moltissime persone che si sono trasferite dalla provincia in una grande città, ma non solo. Cosa pensi oggi della solitudine? E della singletudine?

Penso che la solitudine possa essere vissuta positivamente quando si è in pace con se stessi, ma che non debba essere un rifugio per sfuggire ai rischi della vita. Si può essere soli in tanti modi diversi, l’importante è non incolpare gli altri di quello che ci capita, come di solito è più facile fare. La solitudine, quella positiva, è uno stimolo per guardarsi dentro e avere il coraggio di inseguire le nostre vere aspirazioni, che spesso per paura rinunciamo a esplorare, così come le nostre emozioni. Essere single è una declinazione della solitudine, che può essere una meravigliosa condizione o terra di passaggio.

Sei arrivata a Milano qualche anno fa e l’impatto non è stato dei più semplici. Come ti è venuta l’idea di scrivere al forum di Severgnini e cosa è successo poi?

L’idea mi è venuta perché per qualche tempo ho lavorato all’estero e le persone che incontravo spesso mi parlavano delle pizzate di Severgnini come delle meravigliose occasioni d’incontro. Ho una passione per i social network e per le piattaforme di condivisione in generale, così ho scritto quel post per cercare nuovi amici a Milano, dove mi ero trasferita senza conoscere nessuno. È stata una vera sorpresa: ho ricevuto circa 600 mail in sei mesi da persone che volevano farmi scoprire la città e raccontarmi quali erano stati i loro momenti di solitudine e in che modo li avevano affrontati. Oggi posso dire che l’anno che è seguito è stato in assoluto il più bello della mia vita. Ho voluto raccontarlo anche perché possa essere un incoraggiamento per tanti, oltre che uno stimolo per affrontare con forza i cambiamenti.

 Avresti ancora voglia di organizzare una pizzata con dei perfetti sconosciuti?

Perché no? Non avrei più il tempo di accettare tutti gli inviti, ma non dico mai di no a una pizzata. Magari potremmo organizzarla con i lettori dell’ebook o se qualcuno scriverà al blog. Oggi più che mai c’è bisogno di stare insieme, scoprendosi meno diversi di quello che crediamo.