Massimo, cosa ti ha spinto a scrivere questo nuovo libro?

Due motivi. Innanzitutto, il fatto di vedere quanto siano diffuse le teorie della cospirazione, quanto siano pervasive e potenzialmente pericolose. Le teorie sull’11 settembre, i timori scatenati dalle scie chimiche, la paura dei vaccini... non sono solo idee infondate che incantano chi passa la giornata sul web, ma possono provocare reali danni sociali. Non vaccinare i propri figli perché si crede, sulla base di una ricerca truffaldina di un medico radiato dall’albo, Andrew Wakefield, pagato per dichiarare il falso, che possano provocare l’autismo nei bambini può avere effetti devastanti. Chi rifiuta di vaccinare i propri figli non solo li espone al rischio di malattie che si ritenevano debellate come il vaiolo, la rabbia o il tetano, ma contribuisce alla diffusione dei virus anche nel resto della popolazione. Alimentare paure infondate come quella per le scie chimiche, che è l’innocua condensa rilasciata dagli aerei, crea angosce ingiustificate. Senza contare che chi dirige la propria rabbia e protesta verso pericoli immaginari, distoglie l’attenzione da minacce autentiche. Ecco allora percheé ho voluto capire con questo libro come nascono e si diffondono le teorie della cospirazione, oltre a indagare, e a smontare dove è il caso, alcune delle più celebri bufale.

E il secondo motivo?

Il grande fascino che esercita tutto ciò che è segreto. Viviamo in un’epoca in cui non sembra esserci più spazio per i segreti, dove le nostre telefonate possono essere ascoltate in ogni istante, i nostri movimenti monitorati passo dopo passo grazie al GPS del telefonino, i nostri gusti e le nostre preferenze rivelate dalla navigazione e dai siti che visitiamo su Internet. E viviamo in un tempo in cui siamo letteralmente bombardati da informazioni e notizie di ogni tipo, trasmesse da ogni sorta di media, a ogni ora del giorno e della notte. Ma nonostante sembri che tutto sia ormai a portata di mano e non resti più nulla da scoprire, i segreti non solo resistono, ma sanno ancora essere seducenti.
Pensiamo al successo di un romanzo come Il codice da Vinci, che ha venduto oltre 80 milioni di copie perché prometteva di rivelare segreti “proibitissimi” sulla storia della Chiesa. Che poi si trattasse di ipotesi già note e dimostrate false poco importa: il romanzo è riuscito a scatenare polemiche, proteste e dibattiti capaci di far esplodere una curiosità straordinaria.

Parlare di complotti e di grandi segreti mondiali è una moda esplosa di recente?

Tutt’altro. La bufala dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, un pamphlet che pretendeva di dimostrare come gli ebrei puntassero alla conquista del mondo, ed era in realtà un falso creato ad arte per screditare quel popolo, fu sfruttato prima da Stalin e poi da Hitler per individuare negli ebrei un pericoloso nemico da abbattere, giustificando così politiche totalitarie e deportazioni. Ma è dopo il 1963, con l’assassinio del presidente Kennedy, che la febbre della cospirazione diventa un’epidemia. Troppo difficile accettare che un uomo solo, Lee Harvey Oswald, uno squilibrato che si trovò al posto giusto nel momento giusto, avesse potuto eliminare l’uomo più potente del mondo. Ecco allora nascere ogni tipo di teoria alternativa per giustificare un evento così sconcertante. E` però indubbio che oggi, con l’avvento di Internet, è facilissimo alimentare e diffondere in maniera acritica ogni tipo di assurdità.
Pier Paolo Pasolini diceva che il complotto ci fa delirare perché ci libera dal peso di doverci confrontare da soli con la verità. Aveva ragione.

Perché, secondo te, la gente continua a interessarsi al mondo del mistero?

Il mistero continuerà per sempre a incuriosire perché l’uomo è un animale curioso. E meno male che è così! La curiosità è la molla che ha permesso ai nostri antenati di alzarsi su due gambe per esplorare il mondo che li circondava e, quindi, di evolversi. Proprio per questo Albert Einstein diceva che la più bella esperienza che si possa provare è quella del mistero, culla dell’arte e della scienza. Ma al mistero, ed è questo il punto, è essenziale avvicinarsi con spirito critico. Farsi domande, chiedersi se qualcosa è vera o se può avere spiegazioni alternative, altrimenti si finisce per accettare tutto e credere a ogni sciocchezza solo perché ci piacerebbe che fosse vera. Chi propaganda il mistero senza fornire gli elementi per scoprire la verità alimenta la credulità ed espone i più deboli a truffe e raggiri. E` contro questi propalatori di falsità che tanto io quanto il CICAP combattiamo, non certo contro chi ci crede.

Non trovi strano che, periodicamente, la gente si appassioni ancora a temi che in realtà sono già stati spiegati e sviscerati da tempo?

Dopo tanti anni ormai non mi stupisco più. Certi argomenti riemergono periodicamente come le balene. Guarda le teorie sugli antichi astronauti, esplosero tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso con il lavoro di Peter Kolosimo ed Erich von Daniken, poi smontate dagli archeologi e dagli storici ebbero un lungo periodo di sonno. Ma negli anni ’90 tornarono, rielaborate, nei lavori di Bauval, Sitchin e altri. Oppure pensa allo spiritismo, i medium sembravano definitivamente scomparsi all’inizio degli anni ’30, dopo che uno dopo l’altro venivano sorpresi a imbrogliare. Cinquant’anni dopo, la medianità è tornata e ancora resiste, soprattutto nei paesi anglosassoni, ma ha cambiato pelle: ora i medium non sollevano più tavoli o materializzano spiriti, trucchetti facilmente smascherabili, ma sostengono di parlare con chi non c’è più.
Un’illusione che riescono a creare grazie a un sapiente uso della psicologia e all’impiego di informatori. Se queste credenze non scompaiono definitivamente, però, è perché evidentemente rispondono a un bisogno: quello di avere risposte semplici a domande complesse. Chi siamo? Da dove veniamo? Che cosa succede dopo la morte? Sono domande a cui la scienza difficilmente, o per nulla, è in grado di dare risposte. Anzi, più sappiamo del mondo e dell’universo e più ci rendiamo conto di quanto ancora non sappiamo. La conoscenza insomma non dà sicurezze ma genera incertezza. E di questo bisogno di certezze approfitta chi vende misteri.

Internet è un ottimo media di comunicazione, ma consente anche a molti presunti “guru” di divulgare tesi e teorie prive di fondamenti scientifici o di prove dimostrabili. Perché hanno così tanto seguito?

Internet e` uno strumento eccezionale ma, e questa è sia la sua fortuna che la sua maledizione, è privo di filtri. Vi si può trovare di tutto, dalle ricerche più serie e scientifiche, alle assurdità più clamorose. La difficoltà per chi naviga, dunque, è proprio quella di capire se si trova di fronte alle prime o alle seconde.
E non è un compito facile. I personaggi carismatici, che propagandano teorie suggestive, riescono ad avere tanto seguito sia perché rispondono al bisogno di certezze di cui si diceva prima, sia perché chi va in cerca di certezze difficilmente si fa cogliere dal dubbio. Trovare qualcuno che sembra avere capito tutto del mondo e ci vende la sua teoria impacchettata e infiocchettata per molti rappresenta una tentazione irresistibile perché, parafrasando Pasolini, li libera dalla necessita di affrontare da soli un mondo che altrimenti appare del tutto imprevedibile e quindi poco rassicurante.


Vuoi spendere ancora due parole sulla copertina di Rivelazioni?

(Massimo ride) Senza essere un veggente, posso dirti che sapevo che sarebbe arrivata questa domanda. I lettori in genere non sanno che titolo e copertina di un libro sono decisi solitamente non dall’autore ma dall’editore. Ormai sono 15 anni che pubblico con Piemme e ho sempre avuto grande fiducia nella mia casa editrice. Confesso, però, che quando ho visto questa copertina ho fatto un salto sulla sedia. Carlo Musso, che è un amico oltre che il mio editor da sempre, ha saputo convincermi ed ecco perché la copertina è rimasta.

Lo sai che qualcuno dirà che tu e Adam Kadmon, il personaggio di “Mistero” che si presenta abitualmente con una maschera sul viso, vi siete messi d’accordo?

Posso immaginarlo, ma vi assicuro che non è così. Anche se conosco bene chi realizza il programma e so come la pensa, non conosco Kadmon. Certo, quando ho saputo che sta per andare in onda un suo programma che si intitola proprio come il mio libro, qualche sospetto di essere caduto vittima di un complotto l’ho avuto anch’io…