«No che non mi disturbi, tu non disturbi mai!»

Quando lo dici, puoi sentire l’interlocutore sorridere all’altro capo del telefono, perché è una tra le affermazioni più carine del mondo. Quello che l’interlocutore non sa (e non deve sapere) è che mentre lo dico sono disperata e in pieno sforzo per stare al telefono e contemporaneamente: fare la passeggiata col mio Labrador di quaranta chili per quattro zampe motrici, oppure, cercare di ingoiare giù per intero un boccone di cena per non far capire che stavo mangiando, oppure, cercare di comunicare a gesti con la commessa del negozio di intimo, per non far trapelare la taglia che indosso (oltre al non far sapere che ho preso la sua chiamata mentre compravo mutande).

La casistica è infinita, perlomeno la mia. Oltre ai non disturbi mai, ho un lungo elenco di non mi dà fastidio e, ovviamente, di da domani dieta.

Le bugie bianche e le piccole omissioni sono di grande aiuto per affrontare la giornata e, in generale, la vita: questo, almeno, è ciò che pensa Wendy, la protagonista del mio romanzo. Non le costa nulla provare a far contento il prossimo e inoltre, in questo modo, evita qualsiasi conflitto. Il punto è che le “bugie di circostanza” di Wendy funzionano solo finché i rapporti restano superficiali; a una persona come Libero, invece, che prova un interesse sano e autentico nei suoi confronti, non sfugge di certo di trovarsi davanti a un muro eretto per proteggersi e destinato a sgretolarsi. Lo trova addirittura divertente, in principio, però poi inevitabilmente comincia a chiedersi chi sia davvero Wendy.

Tutto, per lei, inizia da qui, dal passare da un rapporto di circostanza a iniziare a instaurare qualcosa di vero, reale. Rischiare di non piacere quando ci si espone totalmente fa tanta paura e non tutti valgono davvero il nostro sforzo, ma per scoprirlo bisogna mettersi in gioco: non veniamo mai avvisate prima, e questo vale per qualsiasi rapporto. A volte diamo fiducia e ci mostriamo per ciò che siamo davvero a persone sbagliate, a chi poi approfitta delle nostre vulnerabilità e debolezze. Altre volte, per fortuna, capita di trovare chi ascolta e si apre allo stesso modo, e allora sì, si cresce insieme.

Comunque sia, scagli la prima pietra chi non ha mai detto a un’amica: Quel taglio ti sta benissimo… e poi tanto i capelli ricrescono!

- Erika Favaro -