Immunoterapia: un termine che da qualche mese si sente sempre più spesso, quando si parla di tumori. Ma che cosa è, esattamente, questo tipo di cura? E’ efficace? Ha effetti collaterali? Quanto costa? E’ disponibile per tutti? Queste alcune delle domande più immediate, cui potrebbero aggiungersene molte altre. Perché tra le cose che chiunque sa, sul cancro, c’è il fatto che il sistema immunitario non reagisce contro di esso come fa, per esempio, contro un virus o a un batterio. E’ per questo che ci si ammala: perché l’organismo non sa difendersi nel modo giusto. E invece no. Anni e anni di ricerca hanno portato finalmente a capire a che cosa era dovuta questa anomalia. Poi, da lì a capire come modificare certi passaggi, come intervenire in certi meccanismi, il passo è stato – relativamente - breve.
Il risultato è che oggi abbiamo già diversi farmaci (in realtà si tratta di anticorpi) attivi contro molti tipi di tumori, e si può dire che non passa settimana senza che non vi sia l’annuncio di qualche nuovo, positivo risultato, che quasi sempre prelude nuove approvazioni.

Le immunoterapie si stanno così sempre più affiancando a quelle tradizionali (la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia), arrivando a sostituirle, in alcuni casi, o a potenziarle, in altri.
Non tutti i malati rispondono, e non sempre l’effetto è permanente, anche se, in teoria, una volta indotta una reazione del sistema immunitario, questa dovrebbe essere perenne. Ma non va così. Allo stesso modo, esiste una loro specifica tossicità, che è sicuramente meno pesante di quella della chemioterapia tradizionale e anche delle cosiddette terapie intelligenti, ma che c’è, e va gestita nel modo giusto.

L’immunoterapia non è quindi la risposta a tutto, né la panacea per i tutti i tumori di tutti i pazienti. Ma è di sicuro un passo in avanti significativo, il cui impatto potrà essere valutato appieno solo tra qualche anno, e che già oggi sta offrendo nuove speranze a migliaia di malati in tutto il mondo. Nel frattempo, alcune conseguenze si stanno già vedendo: tra le altre, quelle sulla ricerca oncologica, e quelle sulle politiche sanitarie. Sulla prima, perché essa sta obbligando chi progetta e conduce gli studi di base e soprattutto quelli clinici a rivedere una struttura fissa da molti anni, per verificare le possibili combinazioni e sequenze e per rispondere a domande inedite, e sulle seconde perché ha costi impossibili da affrontare per qualunque tipo di sistema sanitario (varie decine di migliaia di euro a ciclo, nelle intenzioni dei produttori), anche se nei paesi come l’Italia con un servizio sanitario pubblico la questione non è percepita, e questo sta spingendo tutti a ripensare alle approvazioni e ai rimborsi dei farmaci oncologici.
Ma nel tempo si vedrà probabilmente anche un altro effetto che oggi si inizia solo a intuire, il più importante di tutti: quello sull’idea stessa di cancro. Ciò che fino a pochissimo tempo fa era chiamato il “brutto male”, o neppure nominato, e che nell’immaginario collettivo equivaleva a una sentenza di morte, grazie all’immunoterapia potrebbe trasformarsi in una malattia cronica, da tenere sempre sotto controllo ma con la quale convivere per moltissimi anni, perché se il sistema immunitario la tiene a bada, essa non costituisce più un rischio mortale.

“Il corpo anticancro” racconta tutto questo, e molto altro.  E’ stato scritto a quattro mani dall’oncologo che più di tutti ci ha creduto, in Italia, che ha partecipato e tuttora partecipa a molti degli studi clinici che hanno portato alle prime conferme, e che ancora oggi aggiungono tasselli a un quadro che si va componendo di giorno in giorno, Michele Maio, che dirige quella che, a oggi, è l’unica struttura di immunoterapia dei tumori, all’Ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena e da Agnese Codignola, giornalista scientifica che da anni segue in modo specifico le tematiche oncologiche (interesse che le è stato riconosciuto anche da un premio del Collegio Italiano Primari Oncologi Ospedalieri e da uno della European School of Oncology). Il risultato è un affresco che illustra, in modo chiaro, un’appassionante storia di ricerca, e che fornisce al tempo stesso, a chi deve affrontare una scelta per sé o per un proprio caro, così come a chiunque sia incuriosito da questa nuova promessa della medicina, uno strumento utile per orientarsi in uno scenario che è nuovo a partire dal presupposto, ossia quello di una mobilitazione del nostro sistema immunitario, e che riserverà ancora molte sorprese, di certo almeno in parte positive.