Per chi avesse perso il blogtour dedicato al thriller di Brian Freeman La donna che cancellava i ricordi, riportiamo qua i link a tutte le tappe: una di queste contiene l'intervista all'autore che riprendiamo anche in questo post per i nostri lettori.

Ora scoprite nelle sei tappe tutte le curiosità sull'ultimo romanzo di questo grande autore!

Bookspedia - Presentazione del romanzo

The room Tales - Focus on - Illustrazione

La stamberga d'inchiostro -Recensione

Chiara in Bookland - L'autore e l'intervista

Un libro, mille emozioni - Tema e Approfondimento

Vivere tra le righe - 5 motivi per leggere il romanzo

FREEMAN_blogtour

 

Intervista all'autore

È la prima volta che ambienta un libro a San Francisco: può spiegarci i motivi?

Sono cresciuto in California e ho ancora la mia famiglia che vive nella Bay Area. Ambientare un mio libro a San Francisco è stato come tornare a casa, perché ho passato lì molto tempo da ragazzino. In più intorno a San Francisco esiste un meraviglioso mix di dramma e fascino che sarà familiare ai lettori. I ponti, la nebbia, le strade incredibilmente ripide – tutti elementi perfetti per un thriller. È il motivo per cui Hitchcock ha usato San Francisco in uno dei suoi film più famosi (che è anche uno dei miei preferiti), Vertigo. Credo che riconoscerete qualche eco di Vertigo in LA DONNA CHE CANCELLAVA I RICORDI.

Che cos’ha in mente per il personaggio del detective Frost Easton?

Frost è un personaggio forse un po’ più vicino a me rispetto agli altri protagonisti dei miei libri, Jonathan Stride e Cab Bolton. È un tipo solitario (proprio com’ero io da ragazzo quando vivevo in California). E’ introverso. Diversamente dal tenente Stride, Frost sta alla larga dalle storie d’amore romantiche. È giovane e la maggior parte dei suoi amici non fa parte della polizia, quindi è più legato alla vita reale (e ad alcuni personaggi reali) di San Francisco. È quel genere di uomo a cui, per essere felice, bastano una birra chiara, un buon libro di storia, e la vista dello skyline della città insieme al suo gatto, Shack.           

Nel libro la paura dei ponti ha un ruolo. Da dove nasce quest’idea e, se vuole spiegarlo, quanto queste paure ataviche contano nella nostra vita?

I lettori che si ricordano la famosa scena del ponte nel mio libro POLVERE E SANGUE troveranno scene anche più paurose in LA DONNA CHE CANCELLAVA I RICORDI! Lo confesso, anche io ho una grandissima paura dei ponti ed è peggiorata con l’età. Sempre più spesso mi scopro ad aver paura di guidare sui ponti. Guiderei miglia e miglia facendo deviazioni pur di evitare un ponte, e non credo di essere il solo con questa paura. Negli Usa ci sono ponti altissimi dove dei volontari si offrono di guidare al posto delle persone che devono attraversare il ponte in macchina e non riescono a farlo da sole! Quindi è facile immaginare come questa paura sia un’emozione molto forte e perché alcune persone facciano di tutto per liberarsene – anche lasciando che i loro ricordi vengano manipolati. Sfortunatamente, ci sono delle volte in cui la cura è peggiore del male! Ed è quello che succede in LA DONNA CHE CANCELLAVA I RICORDI.