Spero che il mio thriller ‘La neve cade sui vostri peccati’ (in libreria dall’11 giugno '19) susciti in te, cara lettrice e caro lettore, forti reazioni emotive, in grado di moltiplicarsi come i cerchi concentrici generati da un sasso lanciato in uno stagno.
Mi piace pensarti incatenata/o alla pagina mentre segui il gioco dei contrasti umani dei personaggi in una capitale dove la neve non cade mai, salvo ogni quarto di secolo: Roma. Qui, nel cuore della sua storia millenaria, tra la monumentalità antica e l’incuria contemporanea, una sera di febbraio del 2012, sotto una nevicata d’eccezione qualcuno fa una scoperta che mette in moto una mostruosa catena di avvenimenti. Si possono attraversare le mille sfumature dell’odio e dell’amore, dello splendore e della miseria armando la propria mano? Sì, si può. Si possono perdonare gli assassini? Forse no. E se c’è il dubbio che chi uccide, con un atto crudelissimo che annienta vite altrui e il suo essere umano ponendolo di fatto oltre una linea di non ritorno, voglia ristabilire uno stato di quiete là dove regnano caos e confusione, si può provare pietà? E’ quello che si chiedono, oltre a me, i protagonisti di questa storia.
Io lascio a te la risposta.
Ippolita Avalli