La Guerra delle Rose: la battaglia di Ravenspur

La fine di una serie ha sempre un sapore dolceamaro. I personaggi arrivano alla fine della loro vita, che essa si concluda in un trionfo o in una rovina. I loro sogni e i piani che hanno fatto negli anni, tutto giunge a un compimento, o va in fumo davanti ai loro occhi. Per un autore può essere un momento triste, quando i personaggi che ha tanto amato vanno in scena per l’ultima volta.

Nel libro La battaglia di Ravenspur, siamo nel 1470. Le dinastie degli York e dei Lancaster sono serrate tra loro in una lotta per la vita o la morte. Il conte Warwick ha visto la sua nipotina – negatagli una terra e la salvezza - morire in mare. La moglie e i figli di Re Edoardo sono obbligati ad andare alla ricerca di un asilo, la loro stirpe è minacciata. L’onore e la grandezza degli anni passati si sono mutate in strade di morte. Non ci saranno, ora, grandi imprese, né perdono. Hanno dato vita a una stagione crudele e ottenuto così un amaro raccolto.

Potrei raccontare la storia degli anni dal 1455 al 1484 in un centinaio di parole, ma sarebbe una storia arida come polvere. Il mio lavoro e l’obiettivo che perseguo costantemente è cercare di far rivivere i personaggi, renderli reali agli occhi dei lettori. Per me è stato un privilegio ed una benedizione avere la possibilità di raccontare questa storia in quattro libri. Da Stormbird a Trinity, da Bloodline a La battaglia di Ravenspur, ho avuto modo di raccontare l’anima di personaggi come Margherita d’Angiò, Re Edoardo IV, Riccardo III, Elizabeth Woodville. Ho scritto di eventi storici, certo, ma i protagonisti sono uomini e donne realmente esistiti, con le loro gioie, lacrime, amori e lotte: hanno vissuto una vita vera, fatta di tragedie e trionfi. È questo che riesce a dare alla storia un potere straordinario.

Per capire la vendetta e il furore divampati tra Warwick e Edoardo IV bisogna andare indietro nel tempo. Bisogna conoscere i fatti, la loro lotta fianco a fianco a Towton, sotto la neve, quando Edoardo aveva solo diciotto anni. Prima ancora, bisogna sapere che Warwick conosceva Edoardo quando era soltanto un ragazzino di tredici anni a Calais. Ancora indietro nel tempo, sapere che i loro padri morirono insieme lo stesso giorno, mentre uno cercava di salvare l’altro. La prima cosa che fecero Warwick e Edoardo dopo Towton fu entrare a cavallo nella città di York e rimuovere dalle lance, in cui erano state infilzate, le teste dei loro padri.

Due grandi amici che diventarono nemici nel 1470, trascinando il loro paese in guerra un’ultima volta. York e Lancaster andarono in rovina insieme – e nessuno di loro vide la minaccia di Henry Tudor, il Drago Rosso, “l’Uomo del destino”, secondo le antiche profezie. Sarebbe giunto da Ovest e avrebbe portato a compimento ciò che gli York e i Lancaster non riuscirono a fare.

Il sole splende ancora in quei luoghi. Le vicende devono essere raccontate ancora e ancora, la grande trama della storia che è l’origine di tutti noi.

 

Conn Iggulden