Faccio lo History Walker, il cantastorie. È un bellissimo lavoro, grazie al quale viaggio a caccia di aneddoti e personaggi. Incontro persone interessanti, alcuni vecchi amici ormai: Albert Einstein, il Barbarossa, Leonardo da Vinci, Alessandro Volta, Petrarca.... In altri m’imbatto più di rado, ci stiamo ancora conoscendo: Napoleone, Dante, Michelangelo … Il mio lavoro mi porta in giro un bel po’, nello spazio ma soprattutto nel tempo. Se vado a Torino, o a Verona, prendo il treno. Se vado da Michelangelo nel Cinquecento, o da re Alboino mille anni prima, il biglietto è un altro: lettura, fantasia, e il Racconto. Sempre, e sopra ogni cosa, il Racconto. Perché il mio compito è raccontare.

The Original History Walks sono una realtà complessa ormai. Ho iniziato a Pavia nel 2010, da solo e per un pugno di gruppi, poi gli History Walkers sono diventati tanti, in tante città: a Milano, Torino, Piacenza, Parma, Siena, Mantova, Verona, Firenze, Vigevano… In ogni città uno o due storytellers narrano in modo coinvolgente le vicende dei grandi personaggi legati a quei luoghi, in accattivanti passeggiate in inglese. L’anno scorso sono venute quasi 15000 persone ad ascoltarci – gruppi scolastici, turisti, congressisti, semplici curiosi. Ad accogliere tutta questa gente ci siamo noi, gli History Walkers: siamo uno squadrone, e dietro noi c’è un’altra squadra, l’Associazione Culturale il Mondo di Tels di Pavia, che ha avuto l’idea del format. Ne ha di idee geniali, Il Mondo di Tels. Infatti, sempre grazie al suo stimolo, ho scritto il mio primo romanzo, Edward, storia di spionaggio, intrigo e amore nel Medioevo… Ma ne parlerò tra un attimo.

Prima devo sottolineare con piacere che ho un ruolo speciale nello squadrone delle HW: sono il Master History Walker, il cacciatore di storie, il ricercatore e lo scrittore ufficiale del progetto. Ogni anno, in estate, vado nelle città della rete HW, incontro le guide del posto e insieme andiamo a caccia di nuovi personaggi e racconti per l’anno successivo. Ci vedrete lì, nelle viuzze, intenti a decifrare un’iscrizione quasi illeggibile, o ad ascoltare una leggenda dalle labbra di un anziano del posto. Oppure nelle piazze, a fotografare una pietra diversa dalle altre, che magari ha un’origine particolare, o altro ancora. Dopodiché, tocca a me approfondire la ricerca, tirare le somme e intrecciare i fili del racconto che i visitatori dell’anno successivo udranno dalle nostre bocche. La mia specialità è trovare connessioni e legami che nessuno si aspettava, e qui credo proprio che mi aiuti il fatto di essere australiano, di venire da un altro mondo. Il mio occhio a volte si concentra su un dettaglio che in altri non desterebbe mai interesse.

Non c’è dubbio che le HW sono state la palestra per prepararmi a creare Edward. Quando Il Mondo di Tels mi ha chiesto di scrivere questo romanzo, ho capito subito che si trattava di qualcosa di simile a una HW, ma più grande e intricato. “Caspita” ho pensato “adesso potrò perfino fare lo History Detective, alla caccia di un re fuggitivo, scomparso più di seicento anni fa!” Questo progetto mi ha fatto conoscere archivisti, storici locali, sindaci, anziane signore che si ricordano un modo di vivere dimenticato, ragazzi che lottano con le spade medievali e tirano con la balestra per passione … Edward mi ha portato parecchio in giro, da Pavia a Genova, da Vercelli a Bobbio, da Milano a Bologna, nella Lunigiana e poi ad Avignone e Montpellier, a Londra, a Gloucester, sempre a caccia del re fuggitivo.

La storia di Edward, sotto la patina di avventura, spionaggio e romance, ci insegna qualcosa: che non tutti coloro che nascono prìncipi vogliono diventare re, che il potere non sempre corrompe e che il desiderio di dominare non sempre schiaccia l’amore e la pietas.

I racconti insegnano. È per questo che ci saranno sempre i narratori, è per questo che ci sarà sempre un ruolo per noi cacciatori di storie, e per noi romanzieri.

 

- Ivan Fowler, cacciatore di storie -

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