Italia Felix è qualcosa di più di un libro. È un progetto, è una filosofia. Soprattutto propone suggerimenti concreti per non arrendersi di fronte allo sgretolamento del nostro bellissimo Paese, inchiodati dal «Ma io che cosa posso fare?». Si può fare tanto, a partire dal nostro piccolo. Mi ha convinto e appassionato questa conversazione con Andrea Illy: è il frutto di incontri a Trieste - dove ha sede la sua illycaffè - a Torino, a Milano, di collegamenti e videochiamate triangolando con New York, Parigi o Bruxelles.

Andrea Illy si definisce un «chimico umanista». Ed è un imprenditore a tutto tondo, che mi ha ridato fiducia nella classe dirigente. Ho imparato molto: costretto ad approfondire autori, a riprendere in mano saggi e romanzi, a non dare nulla per scontato, a verificare dati e teorie. Ragioniamo insieme di economia, di finanza, di politica, di giovani. Con l’idea di pensare positivo, ma non da ingenui. Il catastrofismo fa solo il gioco di chi vuole sfasciare tutto. Dobbiamo invece migliorarci tutti, a partire da come ci comportiamo sul lavoro, nel condominio, a scuola, nelle piccole comunità dove viviamo.

L’Italia Felix che ha in mente Andrea Illy è corresponsabile, orgogliosa, altruista. Persino ambiziosa. Questo è il caleidoscopio con cui suggerisce di guardare il nostro futuro. È testa, non pancia: è alta risoluzione. È un modo per dire che la mediocrità non è un valore, che vogliamo molto di più per il nostro straordinario Paese e che siamo disposti a mobilitarci subito: per noi, per i nostri figli e i nostri nipoti. Ecco perché si può (si deve) uscire dalla crisi e tonare a sorridere.