I Classici a Fumetti sono arrivati in libreria, e sono quattro tesori a colori da sfogliare, leggere, rileggere e collezionare.

Quattro illustratori italiani di talento per quattro storie senza tempo: li abbiamo intervistati per voi, per scoprire inseme qualcosa di più sulla nascita dei loro fumetti, sul loro rapporto con i classici e la lettura...  e molto altro!

Ecco cosa ci ha raccontato Agnese Innocente, che firma l'edizione  fumetti de Il meraviglioso mago di Oz:

 

Hai trasformato IL MERAVIGLIOSO MAGO DI OZ in un fumetto: racconti ai lettori com'è nato questo progetto, e com'è stato prendervi parte?

Quando ho ricevuto la chiamata del Battello che mi chiedeva di prendere parte al progetto dei "Classici a fumetti" rivisitando la storia di Dorothy e del suo gruppo, quasi non ci volevo credere. Insomma: una delle case editrici che più ha segnato la mia infanzia e uno dei miei classici preferiti in assoluto... Un onore incredibile a cui sinceramente non avrei pensato nel breve termine! C'è da dire che adattare un romanzo per me era una cosa totalmente nuova, avendo fino ad allora lavorato esclusivamente come disegnatrice e mai come autrice completa. Tolta l'euforia iniziale, infatti, il passo che mi avrebbe condotto alla fine di questo progetto mi sembrava quasi insormontabile. Poi però ci ho preso gusto, ho trovato il giusto ritmo sia nella narrazione che nel disegno e dire che mi sia divertita a reinterpretare le avventure nel Regno di Oz è dir poco.
Qual è il tuo rapporto con il romanzo che hai ridisegnato? Era uno dei tuoi preferiti, o lo hai scoperto in questa occasione?

Come ho accennato sopra, "Il Meraviglioso Mago di Oz" è un libro che non solo conoscevo, ma che avevo letto e riletto soprattutto da piccola. Mi hanno sempre affascinata i romanzi di formazione che presuppongono l'idea di un viaggio in cui il protagonista subisce mano a mano una crescita psicologica; aggiungiamoci poi un'atmosfera irreale, personaggi strambi e, soprattutto, una bambina in cui potevo immedesimarmi fin da subito: non poteva che rientrare fra i miei classici preferiti.
Raccontiamo ai lettori qualcosa di più sul tuo lavoro: come sei diventato un illustratore/illustratrice? Era un tuo desiderio sin dall'inizio?

Fin da bambina ho sempre avuto la passione per le storie: mi piaceva sia scriverle che disegnarle, ed ogni minima cosa che mi succedeva - anche la più banale - la usavo come spunto per dare vita ad un'avventura. In un cassetto ho ancora i primi fumetti disegnati alle elementari, pile di fogli spillati a lato come una sorta di rilegatura addirittura con copertina e quarta. Dunque si, il desiderio di vivere con il disegno, il fumetto e l'illustrazione c'è sempre stato. Ho iniziato a vedere il tutto come un vero lavoro più tardi, all'incirca alle superiori, dovendo scegliere che percorso intraprendere per il mio futuro. In questo momento sono davvero felice dei traguardi che sono riuscita a raggiungere, ma c'è ancora tanta strada da fare e non vedo l'ora di mettercela tutta per migliorare e andare avanti su questa linea.
Quali sono le tue tecniche preferite?

Ultimamente mi diletto col digitale: ho comprato una Cintiq e mi trovo molto bene con i software. Mi piace dare un risultato semplice ma pieno alle mie tavole. Oggi, poi, su Photoshop ci sono davvero tantissimi pennelli coi quali si può ricreare una sorta di effetto "tradizionale", risparmiando tempo e carta. Devo ammettere, però, che dopo un po' sento la mancanza della matita e del pennello fra le dita... Credo che la mia tecnica preferita infatti resti comunque l'acquerello mescolato alle matite colorate, e prima o poi vorrei provare anche il gouache.
I classici sono storie senza tempo, e soprattutto lo sono i messaggi che trasmettono ai lettori: quale messaggio di IL MERAVIGLIOSO MAGO DI OZ vorresti arrivasse ai lettori di oggi?

Mi piacerebbe che ognuno di noi si rendesse conto del valore che ha. E che non c'è nulla di male nel chiedere aiuto nei momenti in cui sentiamo di averne bisogno.