In occasione dell'uscita del libro La randagia tre blogger hanno rivolto una domanda all'autrice, Valeria Montaldi: pubblichiamo le sue risposte come invito alla lettura di un romanzo che presenta molti spunti. Al centro due donne, Britta e Barbara, entrambe coraggiose e capaci di lottare contro le convenzioni e le rigidità del periodo storico in cui vivono. Un libro che si snoda tra presente e passato, al centro un enigma da risolvere...

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"Il romanzo tratta un tema poco usuale sullo scenario italiano, forse perché nelle nostre tradizioni il concetto di strega non era molto utilizzato. Quindi mi sono chiesta, mentre leggevo il libro, se avesse preso spunto da fatti realmente accaduti in Valle d'Aosta a fine del 1400 o se fosse, tutta la storia avvincente e misteriosa di Britta, frutto della sua fantasia."

Sara Addio, Officina del libro

Nel corso di tutto il Quattrocento, in Valle d’Aosta hanno avuto luogo parecchi processi per stregoneria: molti documenti relativi a questi atti processuali sono tuttora conservati e dimostrano che, anche qui come nel resto d’Italia e d’Europa, le cosiddette streghe sono state perseguitate senza pietà. Alcune di queste condannate sono state mandate al rogo, altre sono state bandite dai loro luoghi d’origine e private dei beni: costrette, quindi ad “andare randagie per il mondo”, come Britta, la protagonista del mio romanzo. Generalmente contadine o levatrici, queste donne possedevano l’antica sapienza di erbe e rimedi naturali che permettevano loro di prendersi cura dei malati: cure che, in assenza di risultati tangibili o, ancora peggio, in caso di aggravamento della malattia, le rendevano inevitabile bersaglio di maldicenze che spesso sfociavano in accusa di stregoneria. Detto ciò, per rispondere alla domanda iniziale: sì, questo è un romanzo di fiction, in cui protagonisti e comprimari sono frutto di fantasia, ma è anche una storia suffragata dai fatti. Fatti che, nella loro essenza drammatica e insensata, avrei preferito non ritrovare nei documenti d’archivio.

 

“Come sono nati i personaggi del romanzo?”

Elisa Baviera, La libreria incantata di Selene

Come nascono sempre: prima fanno timido capolino dalla pagine, poi, a mano  a mano, si fanno più forti e prepotenti. Mi inseguono, pretendono di essere modificati, migliorati, resi più significativi. In questo caso, le due protagoniste, Britta, la presunta strega del Quattrocento, ha molti punti di contatto con Barbara, la giovane studiosa di medievistica dei nostri giorni. Entrambe sono donne libere e coraggiose: l’una che, incapace di piegarsi a una soluzione che le salverebbe la vita, sfida la condanna al rogo; l’altra che, convinta della sua innocenza, tenta di riabilitarne la memoria. Tutti i personaggi che popolano il romanzo sono frutto d’invenzione, ma costruiti su solide basi documentarie: dalla caccia alle streghe al substrato antropologico che l’ha favorita, fino all’analisi sociale dei nostri giorni, fatta, per esempio, di femminicidi assurdi. In questo quadro drammatico, il “mio” maresciallo Randisi indaga su un delitto apparentemente inspiegabile: alla fine, saranno solo la sua pazienza e la sua determinazione e sciogliere l’enigma che, contro ogni logica razionale, affonda le sue origini in un oscuro passato.

 

“Ciò che colpisce di più del libro è la capacità di raccontare una storia vissuta a cavallo tra due periodi molto distanti nel tempo, eventi che si intrecciano in un thriller intrigante. Una vittima, l’ombra dell’esoterismo, il mistero, l’indagine... tutti elementi che alla fine conducono alla verità. Quanto è importante la costruzione del racconto prima di arrivare alla scrittura? C’è stata una fase di ricerca o di studio che ha preceduto la stesura del romanzo o La randagia è un libro istintivo?”

Alessandra - RecensioneLibro.it

L’istinto c’è, ovviamente, ed è quello che ti fa scegliere un argomento piuttosto che un altro: perché ti coinvolge e senti che riuscirai a farne partecipi i lettori. Detto ciò, sono proprio la ricerca e lo studio gli elementi che permettono di costruire una storia plausibile: una volta introiettati, questi elementi, la trama comincia a delinearsi. Ma è solo l’inizio. A mano a mano che vicende e personaggi prendono forma, intervengono diversi fattori a modificare il racconto: perfezionare i caratteri di protagonisti e comprimari, fino a renderli “veri”; sottolineare e ampliare le situazioni intorno a cui ruotano i punti salienti della trama; ambientare in modo corretto, senza errori e sbavature. E, soprattutto, nel corso della scrittura, verificare di continuo, revisionare senza pietà, eliminare passaggi e ridondanze inutili. Il che significa, alla fine, staccarsi dal proprio ruolo di scrittore, per calarsi invece nei panni del lettore, l’unico vero giudice del tuo lavoro.