Uscirà tra pochi giorni il nuovo romanzo storico di Manuela Raffa, "Eloisa e Abelardo". Per l'occasione, l'editor Francesca Lang ha intervistato l'autrice.

1-Dopo Paolo e Francesca, il tuo nuovo romanzo affronta la passionale e drammatica storia d’amore tra Eloisa e Abelardo. Che cosa lega questo libro al precedente e in che cosa invece si differenzia?

Sono due romanzi piuttosto diversi, anche se a prima vista possono apparire simili. Ciò che li accomuna è l’essere entrambi la narrazione di una storia d'amore famosa, che è stata tramandata nel tempo fino ai giorni nostri. Inoltre, parlano di una figura femminile particolare, forte, acculturata. Quando decisi di scrivere il mio primo romanzo storico, ero indecisa tra Francesca e Eloisa. Mi documentai su entrambe. E alla fine decisi che valeva la pena scrivere tutte e due le storie. Perché sono diverse e ugualmente interessanti. La differenza forse più evidente è che quella tra Paolo e Francesca è una storia d'amore che continua, nei suoi alti e bassi, ma non finisce, se non con la morte di entrambi. Invece, la storia tra Eloisa e Abelardo ha un inizio e, secondo me, una fine benché poi sia stata raccontata come una storia d'amore eterna.

 

2-Le lettere di Eliosa e Abelardo continuano ad essere pubblicate e lette, anche se sono trascorsi quasi 1000 anni. Che cosa del loro scambio parla anche ai lettori di oggi?

Leggendole, si ha l'impressione che Eloisa non sia vissuta nel medioevo, ma ai giorni nostri. Ciò che dichiara è così diverso dai suoi tempi che sembra che non sia possibile collocare quello scritto in una epoca storica precisa. Alcuni studiosi, infatti, credono che le lettere non siano state scritte da loro, o che comunque siano state rimaneggiate nel periodo romantico. Eloisa parla di sentimenti che sono vivi e forti, tanto che sembrano uscire dalle pagine. Non ha paura di quello che afferma, delle convenzioni, di nulla. Racconta che ciò che conta è ciò che abbiamo nell'animo, ciò che proviamo, che ci distingue e ci rende ciò che siamo.

 

3-Anche questo è un romanzo storico. Come ti sei documentata per ricostruire la Parigi del XXII secolo e il pensiero dei tuoi protagonisti?

Ho letto parecchi libri, soprattutto incentrati su Eloisa, che è il personaggio, tra i due, che mi interessava di più. Non che Abelardo non lo sia, ma non spicca come Eloisa. Cito il libro che mi ha fornito maggiori elementi: Eloisa, di Guy Lobrichon. La racconta come una donna in carne e ossa, al di là delle narrazioni d'amore; soprattutto è interessante la parte finale della sua vita. Eloisa sviluppa una sua autonomia, dopo aver subito le imposizioni di Abelardo. E sono le sue azioni che lo fanno intuire. Non segue le direttive di Abelardo, organizza il Paracleto come meglio preferisce e intessendo rapporti con i personaggi più influenti del luogo.

 

4- Eloisa è una donna di grande modernità, piegata al volere altrui. Fu la società o l’uomo che amava a condannarla a una vita che non desiderava?

Secondo me, in questo caso fu proprio l'uomo. Eloisa si interessò poco della società, aveva più cura del proprio pensiero, della filosofia, del modo di agire che riteneva più giusto nei confronti di se stessa e del suo amore. Abelardo era un uomo egoista, che in fondo seguiva la società del suo tempo. E si curò poco di lei.