Un furto mancato.
Questo libro è incredibile, affascinante e travolgente.
Ecco, non è che improvvisamente sono impazzito e, sconvolto da un attacco di vanagloria, ho deciso di incensarmi.
Semplicemente queste sono le parole che ho pronunciato dopo la lettura del ciclopico manoscritto che Carlo Augusto Melis Costa mi consegnò ormai tre anni fa.
Per capire l’anima di questo libro bisogna fare un salto in un passato remoto (e in uno prossimo) tenendo conto che la sua nascita si basa su un furto mancato.
Riavvolgiamo il nastro dei ricordi. Con Carlo sono stato compagno di scuola al Classico. O meglio quando varcai per la prima volta il portone del liceo ginnasio Dettori, lui si apprestava ad affrontare l’anno della Maturità. Carlo era uno di quei leader studenteschi che noi ginnasiali guardavamo con fascino e rispetto. Io uno che arrancava negli studi perché preferivo ascoltare musica punk.
Cagliari non è una metropoli e, anche se dopo quell’anno di scuola nella stessa sezione non ci siamo più frequentati, non ci siamo mai persi di vista senza però mai coltivare una vera amicizia.
Sinché appunto tre anni fa Carlo non mi chiama e mi racconta di avere da anni un libro nel cassetto ma ormai (non essendo questo il suo mestiere, così disse) era certo che non l’avrebbe finito, quindi me ne faceva omaggio. «Te lo regalo», dice «se ti piace fallo tuo».
Così mi lancio nella lettura, che divoro.

Pochi giorni dopo lo richiamo e gli spiego due cose fondamentali: quello non è un libro ma sono almeno tre volumi, nonché che se io dò corpo a questa immensa narrazione e la trasformo in un romanzo commetto un furto. Di quelli brutti perché facili, senza scasso ma con raggiro.
Quindi gli propongo di metterci a lavorare insieme. Carlo prima tentenna poi ci sta.
Ci diamo dei punti fissi. Cosa vogliamo raccontare? Una grande avventura di un uomo che cammina con la morte al suo fianco per mestiere ma soprattutto a causa di un destino carogna.
Si chiama Jorge Baxu, è un funzionario reale, ex capitano dei Tercios spagnoli, destinato ad ammantare di giustizia tutte le malefatte dei nobili spagnoli sparsi per il vasto impero retto da Filippo IV. Baxu si pronuncia Basciu, un cognome quest’ultimo diffuso nella nostra terra, la Sardegna. E questo non è un elemento da poco nella narrazione che vede l’Isola al centro di un intrigo internazionale che va dalle Fiandre a Goa, dalle Nuove Americhe all’Africa mediterranea passando per Spagna e Portogallo.
Non va infatti dimenticato che se la Sardegna è parte dello stato italiano da poco più di 150 anni, fu di Catalogna, Aragona, Spagna per 400 anni. Dico 400. Insomma, in fondo, stavamo mettendo le mani fra il nostro antico parentado.
Volevamo raccontare una storia di riscatti e vendette ma anche di alleanze di popoli che furono colonie d’oltremare. Ed ecco comparire la protagonista di questo romanzo. Maria Pilar, così ribattezzata dai padri gesuiti, ma che porta anche il nome che il suo popolo, i guaranì, le diede quando nacque nella foresta nel 1643, Hovypyayè.
Lei, scaltra, occhi di giaguaro e intelletto superiore alla media, si troverà a fare i conti con la peggior conquista di quegli anni segnata dall’avidità e la perdita di ogni barlume di umanità. Fra bandeirantes in cerca di carne umana e avidi traditori, fede e ingiustizia, battaglie e sconfitte.
Anche il lettore meno attento capisce sin da subito come queste due storie finiranno per incontrarsi. Il come e il perché, sono destinati a chi legge il libro.
Di sicuro, attraverso un racconto di ambientazione storica, volevamo narrare una storia di migrazioni. Di popoli costretti a lasciare le loro terre, di accoglienza e di oppressione.
Sono partito da lontano perché speravo non vi sfuggisse un punto: quando finii di leggere il manoscritto di Carlo dissi che là dentro non c’era un libro ma almeno tre. Quindi: eccovi il primo. Gli altri arriveranno solo se voi lo vorrete facendoci chiaramente capire col vostro riscontro che è gradito il nostro procedere.
Se, invece, così non fosse, con Carlo ci siamo ripromessi ovviamente di non scrivere altro e di limitarci ad incontrarci ogni tot di anni per la pizzata degli ex studenti del nostro liceo. Capperi e acciughe per due.

Il Corregidor, preordinabile sui maggiori store online, dal 7 novembre in libreria e in ebook.

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