Sembrava un’idea impossibile. Eppure non ci siamo tirate indietro. Al contrario: quando ci è tornata la voglia di pubblicare il quarto libro “benefico” di una serie partita dieci anni fa con l’antologia Cuori di pietra, ci siamo tuffate nell’impresa con una certa audacia e un pizzico di follia. Miracolosamente la cordata di venti e + donne ha risposto quasi compatta all’appello. Lungo la strada abbiamo trovato nuove compagne determinate, generose e un po’ folli. Abbiamo abbozzato un tema – i piccoli miracoli quotidiani – che a  contatto con l’esperienza e la fantasia delle nostre amiche ha trovato le interpretazioni più diverse passando da un evento straordinario calato dall’alto al tocco più modesto di un atteggiamento positivo davanti alle turbolenza della vita. Ma la libertà ha sempre fatto parte del gioco. Comunque, durante i circa due anni di lavoro i piccoli miracoli non ci sono mancati. Nell’ordine: ci sono state alcune discussioni, mai però rotture. Alle compagne che ben conoscevamo si sono aggiunte firme nuove e di prestigio che i lettori scopriranno – crediamo – con piacere. Abbiamo trovato un editor – Francesca Lang – e una casa editrice – Piemme – pronti a guidarci nella sfida.

È rimasto lo scopo iniziale, che è sempre stato quello di aiutare donne e bambini in difficoltà. Questa volta partecipiamo a un progetto della cooperazione internazionale in Mozambico che trasformerà la luce solare in energia elettrica per migliorare le durissime condizioni di vita delle donne nelle aree rurali più dimenticate del paese. Energia elettrica significa progresso. Porta comodità come frigoriferi e pompe per l’acqua che nei paesi industrializzati sono scontate, ma che in quei luoghi remoti sono miraggi. Una nuova realtà, insomma, che allevierà le fatiche delle donne e agevolerà iniziative pratiche altrimenti impensabili. Fa bene a tutti noi – autrici, lettrici  e lettori - pensare che questo libro contribuisca a cambiare tante vite. Che il nostro piccolo contributo possa diventare un grande aiuto impreziosisce il nostro lavoro. Buona lettura a tutte: per una lettura che è davvero buona!

 Elena Mora e Nicoletta Sipos