Abbiamo intervistato Camilla Dell'Orto Necchi, autrice di Dopo, tutto è più dolce, in libreria dall'11 aprile. Una storia dolce e frizzante sulle seconde possibilità: quelle che a volte aprono strade nuove e impensate e sono capaci di regalare attimi di pura dolcezza.

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Come hai avuto ispirazione per la storia?

Complice è stato un ristorante... Che ho frequentato a lungo e una storia vera.

Betta e Tito: come descriverebbe ai lettori i personaggi della storia?

Due veri amici che magari in gioventù avevano vagheggiato una possibile storia ma poi, in età più avanzata , si sono ritrovati meglio come amici.
Betta è più organizzata e determinata. Non è facile trovarsi a cinquant'anni praticamente sul lastrico ma ha saputo rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo. Disincantata in materia d'amore, non si accontenta certo pur di avere un uomo, piuttosto preferisce stare sola perché la solitudine "attiva" può portare buone cose e fa star bene. Anche se non smette di credere che un principe azzurro ci sarà anche per lei.
Tito è per sua natura più anarchico e meno strutturato. È bello come il sole e molto friendly, attira le donne come mosche ma è anche un maestro nel tenerle alla giusta distanza, senza che nessuna venga ferita. Essendo stato per mare a lungo, considera giusto avere una donna in ogni porto, fa parte del suo personaggio di outsider. Quando meno se lo aspetta, capitolerà anche lui. E sarà una cosa da non crederci.

Betta sente ad un certo punto di dover fare qualcosa che le appartiene: sentiamo tutti una volta nella vita un momento in cui dobbiamo "mettere il cuore" in quello che facciamo?

Sì, a un certo punto della vita si avverte insopprimibile l'esigenza di aderire a un proprio "sentire" e di abbandonare i conformismi ai quali ci eravamo adeguati, magari con sofferenza. E riuscire a fare qualcosa in sintonia con il proprio mondo interno è bellissimo.
È quello che fa Betta: chi se ne frega dei catering super fighi, se poi sono freddi da morire, meglio qualcosa di piccolo in cui riuscire ad esprimere la propria personalità. Magari con poco, ma sempre con il cuore.

Da Stylist a organizzatrice catering: due professioni a confronto. Potresti parlarcene?

In fondo la stylist e la caterer hanno punti in comune. Devi presentare al meglio vestiti o oggetti di arredamento o ricreare un'atmosfera, e questo è quello che fa una brava caterer con la presentazione del cibo. La differenza è che devi fare anche star bene a tavola le persone e prenderti cura di loro.

A volte nella vita rifiutiamo le seconde opportunità per paura: come fare per non farci immobilizzare e cogliere l'attimo?

Betta non ha avuto scelta: la vita l'ha portata a dover scegliere velocemente una seconda occasione lavorativa e con grinta, oltre che al primordiale istinto di sopravvivenza e a una revisione radicale della sua vita precedente: riesce così a rimettersi in piedi. Difficile crederci ma non bisogna lasciarsi travolgere dalla paura e dallo sgomento e cercare dentro di noi desideri o passioni sopite, magari accantonate per causa di forza maggiore. La passione smuove i sassi, e la forza di volontà deve impedire di fermarsi, di piangersi addosso.

La ricetta per la felicità? 

Ah, saperla, la ricetta della felicità! Certo si deve cominciare con lo stare bene con se stessi e poi  magari un pizzico di incoscienza, tanta fantasia, uno spicchio di fortuna, pazienza in quantità, carattere q.b., semi di felicità e germogli di sogno...