I Classici a Fumetti sono arrivati in libreria, e sono quattro tesori a colori da sfogliare, leggere, rileggere e collezionare.

Quattro illustratori italiani di talento per quattro storie senza tempo: li abbiamo intervistati per voi, per scoprire inseme qualcosa di più sulla nascita dei loro fumetti, sul loro rapporto con i classici e la lettura... e molto altro!

Ecco cosa ci ha raccontato Fabio Pia Mancini, che firma l'edizione fumetti de Il giardino segreto:

Hai trasformato IL GIARDINO SEGRETO in un fumetto: racconti ai lettori com'è nato questo progetto, e com'è stato prendervi parte?

PAUROSO è il primo aggettivo che mi viene in mente. Quando Elena Orlandi mi ha proposto di prendere parte a questa collana, la mia prima reazione è stata ringraziare e scappare a gambe levate. Non avevo mai affrontato una storia a fumetti così lunga, il mio massimo era di quattordici
pagine, così appena ho ricevuto l’invito sono stato colto dal panico. Ma ho cambiato idea subito dopo.
Non lo sapevo ancora, ma desideravo proprio fare un fumetto.
Inoltre sono cresciuto con i libri del battello a vapore, non potevo certo perdere l’occasione di disegnarne e scriverne uno.

Qual è il tuo rapporto con il romanzo che hai ridisegnato? Era uno dei tuoi preferiti, o lo hai scoperto in questa occasione?

Da bambino ho amato il film, quello del ’93 con la magnifica Maggie Smith nel ruolo di Mrs Medlock, ma ho rimandato la lettura del romanzo di giorno in giorno e poi di anno in anno fino a quando non ho dovuto scriverne il fumetto, quindi possiamo dire che l’ho scoperto in questa
occasione, nonostante amassi la sua storia già da tempo e sapessi già che Mary Lennox avrebbe parlato con la mia voce.

Raccontiamo ai lettori qualcosa di più sul tuo lavoro: come sei diventato un illustratore? Era un tuo desiderio sin dall'inizio?

Non ne sono sicuro, è sempre stato il mio passatempo preferito da bambino, ma in realtà ho sempre avuto molti interessi, ad esempio ricordo di aver desiderato diventare un chimico, almeno per due settimane. Il bello del disegno però è che può funzionare da contenitore e racchiudere tutte le altre passioni: per illustrare qualcosa serve conoscerla e la parte della ricerca e della documentazione è quella che preferisco.
Riguardo il come lo sono diventato, ho iniziato a studiare animazione a diciannove anni, volevo fare cartoni animati. Ho cambiato idea abbastanza in fretta però, e non molto tempo dopo ho iniziato a disegnare libri e, almeno per ora, voglio farne tantissimi!

Quali sono le tue tecniche preferite?

Disegno quasi sempre usando supporti digitali, dallo sketch al prodotto finale, è raro che utilizzi la carta per una questione di velocità e praticità. Ogni tanto mi manca, ma poter tornare indietro è troppo comodo e ora non riuscirei a farne a meno.

I classici sono storie senza tempo, e soprattutto lo sono i messaggi che trasmettono ai lettori: quale messaggio di IL GIARDINO SEGRETO vorresti arrivasse ai lettori di oggi?

Il romanzo come in un gioco di scatole cinesi, racchiude un messaggio dentro l’altro, trattando tematiche che vanno dal valore dei rapporti familiari al rapporto uomo e natura. Spero che arrivi ai lettori la convinzione dell’autrice Frances Hodgson Burnett che l’amicizia tra bambini e ragazzi sia necessaria a migliorarsi e che prendersi cura dell’altro sia prendersi cura di sé.
Mary Lennox all’inizio del romanzo viene presentata come brutta, antipatica e tremendamente viziata. È in realtà una bambina tremendamente sola e trascurata che deve imparare a cavarsela da sola ed è sia nell’amicizia che nella natura che trova la sua salvezza, curando il giardino segreto guarisce l’acrimonia nel suo animo, guarisce il signor Craven dal suo lutto e permette a Colin di sfuggire alle cure soffocanti che gli impedivano di camminare. La natura se glielo si
permette può guarire le ferite dell’anima.