I Classici a Fumetti sono arrivati in libreria, e sono quattro tesori a colori da sfogliare, leggere, rileggere e collezionare.

Quattro illustratori italiani di talento per quattro storie senza tempo: li abbiamo intervistati per voi, per scoprire inseme qualcosa di più sulla nascita dei loro fumetti, sul loro rapporto con i classici e la lettura... e molto altro!

Ecco cosa ci ha raccontato Donata Pizzato, che firma l'edizione fumetti de Black Beauty:

Hai trasformato BLACK BEAUTY in un fumetto: racconti ai lettori com’è nato questo progetto, e com’è stato prendervi parte?

Il progetto Classici a Fumetti è nato grazie all'idea di Elena Orlandi, editor di Il Battello a Vapore, che ha pensato di coinvolgermi in questa avventura.
La chiamo avventura perché disegnare un fumetto completo per me era una novità; avendo illustrato la serie Scuola di Danza (edita Il Battello a Vapore) avevo esperienza di "strisce" o "pagine" di fumetto inserite all'interno di un racconto, ma trasformare un intero romanzo in fumetto è stato un lavoro completamente diverso,  un'esperienza davvero bella ed entusiasmante.
Quando Elena, con cui avevo già collaborato per i libri illustrati di Princess College, mi ha chiamato la scorsa estate per propormi questa novità ho pensato subito fosse un'occasione imperdibile per mettere alla prova la mia capacità di raccontare con le immagini.
Nel fumetto infatti c'è poco spazio per le parole, i testi e i dialoghi sono molto sintetici quindi il disegno deve riuscire a comunicare il più possibile dettagli che arricchiscano la storia, come l'ambientazione, il periodo storico, quali sono le emozioni che vivono i personaggi ecc., però senza riempire troppo la vignetta, altrimenti è poco leggibile, e tutto questo dando un buon ritmo al racconto cosicché il lettore ne sia catturato e trascinato fino all'ultima pagina.

Qual è il tuo rapporto con il romanzo che hai ridisegnato? Era uno dei tuoi preferiti, o lo hai scoperto in questa occasione?

Ho scoperto Black Beauty in questa occasione, prima conoscevo la storia a grandi linee ma non lo avevo ancora letto.
Sapevo che ne erano stati tratti anche dei film ma non li ho guardati prima per avere una visione mia della storia da mettere su carta: ho cercato invece molto materiale dell'epoca, foto, dipinti e illustrazioni, per documentarmi sul periodo storico.
È stato difficile condensare le numerose pagine del romanzo in sole 44 tavole e, tra tutte le vicende ed argomenti importanti che pone l'autrice nel racconto, scegliere quali illustrare per arrivare ad una sintesi visiva conservando più possibile il significato del libro.
Anna Sewell fa narrare la storia da Black Beauty in prima persona e dalle sue parole e pensieri veniamo a conoscere una realtà, quella degli animali che lavorano per gli uomini e indispensabili alle attività quotidiane, su cui non mi ero soffermata abbastanza spesso a ragionare.
Sicuramente tornerò a rileggermelo perché è davvero un romanzo ricco di contenuti e temi che per mancanza di spazio purtroppo non potevano entrare tutti nelle pagine del fumetto.

Raccontiamo ai lettori qualcosa di più sul tuo lavoro: come sei diventata un'illustratrice? Era un tuo desiderio sin dall’inizio?

Sono illustratrice da un po' di anni, era mio desiderio da sempre ma ci sono arrivata con un lungo percorso passando per molte esperienze e lavori diversi.
Sin da piccola ho letto molto amando in particolare i libri illustrati e i fumetti; il mio fumetto preferito era Yoko Tsuno di Roger Leloup che usciva a puntate mensili su un giornale per ragazzi.
Più grande ho scoperto l'affascinante e poetico mondo dell'illustrazione d'autore alle mostre della Scuola di Sarmede e della Fiera del Libro di Bologna.
Ho studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia dove nei corsi di incisione ed anatomia artistica si è consolidata la mia passione per il disegno.
La mia prima esperienza di lavoro in ambito artistico in un laboratorio di Scenografie Teatrali è stata importante per imparare meglio l'uso del colore e delle tecniche pittoriche, poi ho deciso di approfondire la passione del disegno spostandomi a Milano dove ho studiato Animazione al corso professionale del CTC.
Ho lavorato nel Cartone Animato per diversi anni fino a quando sono entrata allo Studio Settemondi, un gruppo di amici fumettisti e illustratori affermati di Milano.
Qui un giorno ho saputo che la redazione del Battello a Vapore cercava illustratori per una nuova collana così mi sono fatta coraggio, ho deciso di presentare i miei lavori e fare una prova per loro, che è andata bene, ed eccomi qui.

Quali sono le tue tecniche preferite?

Mi piace molto disegnare a matita e fare schizzi ad acquarello su carta ruvida.
Per il lavoro di Illustrazione e Fumetto invece di solito uso molto il computer, disegno gli storyboard e le bozze sempre a matita su carta poi passo allo tutto allo scanner e il resto del lavoro, chine e colore, li eseguo in digitale.
Per questo fumetto ho fatto il colore della copertina mentre il colore degli interni è del colorista Davide Turotti con cui avevo collaborato già per le copertine di Scuola di Danza.

I classici sono storie senza tempo, e soprattutto lo sono i messaggi che trasmettono ai lettori: quale messaggio di BLACK BEAUTY vorresti arrivasse ai lettori di oggi?

Black Beauty è la storia della vita di un cavallo nell'Inghilterra di metà Ottocento eppure gli argomenti su cui ci invita a riflettere sono di grande attualità anche ai giorni nostri perché parla dell'importanza del rispetto verso ogni creatura, sia esso uomo o animale, e dell'importanza dell'altruismo e del sapersi mettere in gioco per gli altri e per il loro bene.
Ma il messaggio che più vorrei arrivasse ai lettori è quello dell'importanza dell'Amicizia vera nella vita di ognuno. Che sia amicizia tra due persone, due cavalli, o un cavallo e il suo stalliere, può essere un legame così importante e profondo che a volte può salvare la vita.