Dal vino al metanolo al vino senza uva.

Dopo “mucca pazza” il cavallo che diventa manzo.

Il caporalato non solo nella pummarola.

La bufala che talvolta è una “bufala”. E il falso Parmigiano che si chiama Parmesao, e parla spagnolo, cirillico e portoghese.

Sono moltissimi i casi di sofisticazione alimentare in Italia e all’estero. Una vera e propria minaccia alla nostra salute e qualità del nostro cibo.

Così può accadere che un cavallo allevato in Romania (grazie alla trasmissione di dati falsi registrati da società di comodo con sede a Cipro), attraverso intermediari olandesi, si presenti in polpette trasformate in Francia, per conto di una società svedese, che utilizza il prodotto per sughi e preparati che finiscono sui nostri scaffali con le marche più note. Un percorso da capogiro.

Eppure, sconfiggere i subdoli avvelenatori di cibo è possibile.

L’agroalimentare tira. Muove 274 miliardi di euro. Occupa 2,5 milioni di persone. È un pilastro dell’economia nazionale. Il principale fattore di traino è l’eccezionale appeal del Made in Italy. Un potentissimo ambasciatore di qualità ovunque nel mondo. E quel che “tira” logicamente “attira”, per le opportunità che offre. Ed ecco che l’agroalimentare trova soggetti senza scrupoli pronti a sfruttare, sofisticare, adulterare. Le conseguenze sono opacità, illegalità e veleni che ci ritroviamo a dover consumare e avvallare senza saperlo seduti a tavola.

Qual è allora la sfida? Fatta tale premessa, è del tutto ovvio che la corretta informazione e la comunicazione mediatica manipolata viaggiano su binari opposti: la prima orienta e rassicura; la seconda spesso mente e destabilizza.

Questo libro vuole fornire una mappa per difendersi, imparando a riconoscere e stanare i prodotti nocivi e le aziende criminali, per riporre al centro della nostra spesa un cibo buono, sano e giusto in termini di sicurezza e di qualità.

 

GIAN CARLO CASELLI e STEFANO MASINI