Nel suo nuovo romanzo Una storia privata. La saga dei Morando Carla Maria Russo affronta con maestria una pagina difficile e controversa della nostra storia recente, dove amici e nemici, sodali e traditori si scambiano continuamente di ruolo e dove ogni verità non è che un frammento di molte bugie, regalandoci una saga familiare potente e intensa. Leggiamo le sue parole su com'è nata l'idea per questa storia.

"Lo spunto per scrivere Una storia privata nasce dai miei ricordi di infanzia. Io stessa sono vissuta e vivo ancora nel quartiere Ticinese, la parte più milanese di Milano, a mio avviso, che io ho avuto la fortuna di conoscere pochi anni prima della grande speculazione avvenuta a partire dalla metà degli anni Settanta, quando i “bassi” dove la gente ancora abitava (una mia amica d’oratorio, ad esempio) sono stati venduti a ristoratori e sedicenti “galleristi d’arte moderna” e i numerosi scivoli dove un tempo le lavandaie lavavano i panni ancora non erano stati del tutto eliminati. Io stessa frequentavo l’oratorio e la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio. Ma soprattutto, io stessa sono vissuta in un complesso di abitazioni molto simile a quello che descrivo nel romanzo, non di case di ringhiera senza bagno, per la verità, ma comunque un edificio a forma quadrata che si innalzava intorno a un bel cortile, sul quale si aprivano 8 scale, dalla A alla H, una sorta di piccolo paese dove quasi tutti si conoscevano. Per ambientare la mia narrazione ho scelto uno stabile di autentiche casa di ringhiera, quelle con il bagno esterno, sul ballatoio, che ancora si vede passando sul Corso San Gottardo.

La trama delle vicende narrate trae ispirazione da un racconto (uno dei moltissimi) che mi facevano le clienti di mia madre, una sarta dal carattere socievole e aperto, che intratteneva volentieri le sue clienti e offriva loro l’immancabile caffè. Loro – soprattutto le più anziane - ricambiavano inondandomi con grande prodigalità e trasporto dei loro ricordi di gioventù, specie dei tempi della Seconda guerra mondiale. Io ero una bambina curiosissima e quei racconti mi affascinavano, li potevo ascoltare per ore senza stancarmi, anche quando venivano ripetuti più volte. Senza poterlo allora immaginare, stavo costituendomi un patrimonio incredibile di fatti, eventi, circostanze, personaggi, e soprattutto segreti, che venivano a poco a poco disseppelliti da un passato a quel punto lontano e non più pericoloso: una vera e propria commedia umana, dalla quale potrei attingere all’infinito per altre trame. Come forse accadrà."

- Carla Maria Russo