Dal 2 ottobre torna in libreria Carla Maria Russo con un nuovo romanzo, L'acquaiola.

Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell'Appennino centro meridionale d'Italia e mantiene se stessa e l'anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall'infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà. I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, nello stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.
Con il romanzo L'acquaiola, Carla Maria Russo fornisce una prova di grande maturità letteraria e regala ai lettori un personaggio grandioso, che merita un posto di rilievo nella storia della narrativa italiana e sta alla pari delle grandi protagoniste della letteratura del Novecento.

Abbiamo chiesto alla scrittrice di presentarci la protagonista del romanzo, Maria.

"Di Maria adoro la personalità, forte e determinata, capace di ascoltare solo se stessa e la sua coscienza, senza subire le pressioni della società in cui vive, che pure è una società fortemente conformista, ancorata da sempre a schemi immutabili di comportamento, oppressa com'è da sempre dalla miseria, dall'ignoranza, dalla secolare subordinazione fisica e ideologica ai forti. Eppure lei riesce a seguire la linea di condotta che avverte come giusta, senza lasciarsi influenzare o intimidire dal ricatto di nessuno, neppure dei potenti.

Di Maria adoro la inflessibile coerenza con i suoi principi, cui è pronta a pagare un prezzo altissimo, la sua forza d'animo, la capacità di affrontare le difficoltà della vita con determinazione e coraggio, senza mai lamentarsi, perché sa che lamentarsi è inutile. I problemi sono connessi all’esistenza e imprescindibili da essa ("la vita è dura, prima lo si capisce meglio è" afferma) ma la soluzione non viene dalle recriminazioni, dalle lamentele o dal riporre le proprie speranze all’esterno di noi ma solo dall’interno di noi, dalla nostra saldezza d'animo, impegno, laboriosità. Esiste un altro aspetto che mi piace molto di Maria: la sua grande dignità e il profondo rispetto per se stessa, che coinvolge tutto il suo essere, tanto fisico quanto spirituale. Offendere la sua dignità o il suo pudore è una delle poche offese che Maria non può perdonare.

Di questi, che io giudico immensi pregi del suo carattere, Maria non è affatto consapevole anzi, lungi dal percepirli come doti positive, lei per prima, così come la società nella quale vive, li considera difetti, spigolosità, durezza di carattere, incapacità di adeguarsi alle regole sociali, e le vengono perdonati solo in nome del suo grande altruismo e generosità verso tutti. La storia di Maria è una metafora della vita, in cui ognuno può trovare una parte di sé: la vita non è facile per nessuno, presenta difficoltà, durezze, ingiustizie, anche tragedie, a volte. Eppure è anche capace di sorprenderti con eventi meravigliosi, come ad esempio un grande BENE che, sorprendentemente, fiorisce proprio da un grande MALE. "