Luigi ed Emanuele, entrambi orfani, crescono nel collegio milanese dei Martinitt. La guerra imperversa, ma la grande amicizia che lega i due ragazzini gli permette di non perdere la speranza e l'ottimismo. Nulla possono, però, contro la ferocia e l'orrore delle leggi razziali, che stravolgono le loro vite e i loro cuori...

Torna in tutte le librerie Carla Maria Russo con un nuovo libro questa volta per bambini, Storia di due amici e un nemico.  Abbiamo raggiunto la scrittrice per farci presentare il suo nuovo romanzo che è incentrato su l'amicizia, tradimento, Shoah e la guerra.

 

Dove hai tratto ispirazione per questo romanzo?

A me piace molto spulciare nei giornali dell'epoca, alla ricerche di storie e di frammenti di vita umana, che mi colpiscono e mi restano dentro, come un'eco, diventando poi spunti per la creazione di storie che, pur essendo frutto della mia immaginazione, hanno però un forte radicamento nella realtà. Avevo condotto molti studi sulla Milano del periodo della seconda guerra mondiale anche per un altro mio libro per adulti, che si intitola Lola nascerà a diciott'anni, quindi conoscevo molto bene il clima di quegli anni. Inoltre aveva fatto degli studi su due delle grandi istituzioni milanesi, gli orfanotrofi dei Martinitt e delle Stelline. Da tutte queste suggestioni, è scaturita l'ispirazione per questa storia.
Tu sei un'affermata scrittrice per adulti: hai trovato differenze o analogie, nella professione e nello stile, scrivendo questo romanzo per i più giovani?
Dieri di no, fatta eccezione per il "tono" narrativo, che deve adeguarsi ai protagonisti e alle esigenze di un pubblico diverso. Ma questo vale per qualsiasi romanzo. Ogni romanzo ha il suo "tono", determinato da tutta una serie di fattori.
Quanto è importante la Memoria, ricordare certi fatti della nostra Storia?
E' assolutamente cruciale. Conoscere gli eventi del nostro passato, le caratteristiche di un'epoca, i limiti e i pregi, le brutture e i momenti di gloria significa capire chi siamo e perché siamo in questo modo, presupposto indispensabile per capire su quali valori e prospettive vogliamo costruire il nostro futuro, cosa e come vogliamo scegliere di diventare.
In ultimo, come erano gli anni '40?
Anni molto duri e difficili, di povertà, di paura e di oppressione. Si viveva nel terrore costante di poter perdere la vita in qualunque momento e per le più svariate ragioni: i bombardamenti, la fame, le rappresaglie, le retate improvvise, con le quali si facevano sparire le persone. Si usciva di casa e non si era sicuri di tornare o di vedere tornare i propri cari. Una precarietà di vita che, per cinque anni, ha devastato la vita di milioni di esseri umani.