Per cambiare il tuo sguardo sul mondo...
Non imitare gli altri. Non avere fretta di darti una risposta.
Sii il maestro di te stesso. Trova la Via vivendo.
Strappa da te ogni vanità. Smetti di discriminare.
Non avere nostalgie. Vai fino in fondo.

 

Un tempo, avevamo "riti di passaggio" incentrati prevalentemente sulla simbologia della soglia: una porta, un cancello o in generale un confine, che doveva essere attraversato morendo a se stessi per poi rinascere. Tutto sembrava cambiare, eppure tutto restava come prima: eravamo noi ad aver cambiato condizione, avendo in quel passaggio acquisito un ruolo diverso, riconosciuto dalla società. Era come aprire gli occhi di nuovo, per la prima volta.
Uno dei più famosi e amati classici dello Zen, La Porta senza Porta, da cui sono tratte le storie e i consigli preziosi di questo libro, offre una chiave di svolta alla nostra quotidianità spalancando il nostro orizzonte e permettendoci di uscire da noi stessi.
Sentirsi estranei a sé e al mondo è un male caratteristico del nostro tempo, causato dall'abitudine a vivere per interposta persona, a far proprie le scelte, i gusti, le opinioni, le ideologie, perfino le fedi degli altri. Sono gli scherzi dell'Ego. Ci sentiamo sicuri solo stando in un gregge, sostenuti come siamo dalla massa che ci circonda e giustificati dal principio inossidabile del "così fan tutti". In realtà, siamo il più delle volte sopraffatti da quell'amarezza insoddisfatta che nasce dall'ossessivo confronto con il prossimo.
Il sentiero dello Zen ci rende capaci di riconoscere la "nostra porta" e di attraversarla. È il passaggio segreto al nostro vero Sé.

Lo scrittore Bruno Ballardini torna nelle librerie con Lo Zen e l'arte di aprire una porta aperta: abbiamo raggiunto l'autore per approfindire alcuni temi del libro.

 

Lo Zen può aiutarci ad avere un nuovo approccio col mondo?

Assolutamente sì. Lo Zen ha scoperto da secoli, prima che ci arrivasse la psicanalisi moderna, che la nostra visione del mondo non è altro che una proiezione del nostro Ego. Quindi, lavorando su questo, possiamo reimpostare tutto il nostro rapporto con la realtà.
È difficile cambiare il proprio sguardo rispetto alle situazioni e ai nostri rapporti?
È la parte centrale della pratica Zen, un lavoro che va fatto quotidianamente. Ma non è poi così difficile: si tratta di esercitare un po’ più di consapevolezza in tutto ciò che facciamo. Il resto viene da sé. Il nemico contro cui si combatte è sempre il nostro onnipresente Ego, che commenta tutte le nostre azioni, le giudica, pretende perfino di diventare la nostra guida.
E in che modo questo incide sui nostri rapporti e come ci relazioniamo col mondo?
L’Ego è profondamente “egoista" e ci consiglia sempre soluzioni sbagliate, quelle che fanno comodo soltanto a lui per consolidare la sua “dittatura" dentro di noi. Se lo prendiamo come guida siamo destinati all’infelicità. Quindi, per liberare i nostri rapporti e il nostro modo di relazionarci col mondo dobbiamo prima liberarci di questo furbissimo parassita: dobbiamo smettere di guardare il mondo attraverso i suoi occhi e cominciare a guardarlo con i nostri.
Nel libro lei parla dell’unica rivoluzione possibile. Quale?
La rivoluzione interiore, e non sono certamente il primo a dirlo. Pochi però hanno il coraggio di muovere perfino un piccolissimo passo in questa direzione. È più facile continuare a dare la colpa agli altri o al destino crudele, e comunque a qualcosa di esterno a noi anziché assumersi le proprie responsabilità nel mondo e in ciò che accade. È un atteggiamento infantile e la società di oggi tende ad un pericoloso infantilismo anche fra gli adulti. Si parla spesso e a sproposito di “rivoluzione” aspettandosi che avvenga non si sa bene in che modo. È un atteggiamento collegato a quello appena descritto: devono essere sempre gli altri a iniziare qualcosa, mai noi.
E invece?
Invece è vero il contrario, e cioè che nessuna rivoluzione sarà possibile se non cominciamo noi per primi ad attuarla, ora, subito, rivoluzionando noi stessi. Lo Zen è il metodo più efficace, e la Via ce l’abbiamo davanti al naso. Ma non riusciamo a vederla solo perché fondamentalmente non vogliamo, è il nostro Ego ad aver paura. Il mio libro vuol essere un invito a muovere il primo passo.