Il mio thriller, La colpevole, inizia con una pugnalata che lascia senza vita una sorella gemella, mentre l’altra viene accusata del suo omicidio. Man mano che i diversi fili narrativi, quello passato e quello presente, si mescolano, a poco a poco viene rivelato il motivo della disputa e, alla fine, quale delle due gemelle sia morta e quale sia ancora viva. Non penso si possa definire uno spoiler se aggiungo che sarà un uomo a mettersi tra loro, e parte del libro raccontato con il suo punto di vista. Non sono una gemella e non ho una sorella, ma ho rapporti molto stretti con le mie amiche.Questo è ciò che mi ha ispirato a scegliere il tema dei “gemelli”. Volevo raccontare un triangolo con protagoniste due donne unite da un legame quasi indistruttibile. E poi esplorare cosa avrebbe potuto mandarlo in frantumi. I gemelli mi sembravano il legame più forte possibile. Ne ho frequentato uno per un po’, quando ero un’adolescente. Anche il concetto di senso di colpa mi affascina. Adoro questa citazione tratta da “The Complete Calvin and Hobbes” di Bill Waterson: “Non c’è nessun problema così terribile cui non poter aggiungere alcun senso di colpa per renderlo ancora peggiore”.                                          Il mio romanzo si rifà a questo atteggiamento, penso. Ero attirata dal senso di colpa come motore narrativo di una storia, ma nella vita reale il mio consiglio è di evitare di fare cose che pensi ti faranno sentire in colpa in futuro, per quanto sia possibile. Il senso di colpa è sia un peso che una minaccia, con cui molti di noi spesso finiscono per convivere. Il senso di colpa è parte integrante della vita. Ecco perché ho trattato questo tema. La principale sfida nello scrivere questo romanzo era far raccontare la storia alla sorella rimasta in vita senza rivelare quale è delle due. Ho scritto le sezioni relative al presente attraverso le voci dei tre personaggi principali, e quelle degli avvenimenti del passato in terza persona impersonale, cioè “lei”. Ogni singolo dettaglio relativo alle sorelle del passato e del presente doveva essere allineato per essere realistico e in qualche modo ambiguo. È stato difficile scrivere le emozioni di qualcuno accusato di omicidio senza poter rivelare chi è.  Spero che il mio libro vi piaccia. Amo scrivere e lavorare alla mia scrivania: lo faccio tutti i giorni, anche quando sono in vacanza, e continuo a scrivere perché è una dipendenza per me. Proprio non ne posso fare a meno.