Nato a Breslavia il 4 febbraio 1906, morì per impiccagione in campo di concentramento, a Flossenbürg, il 9 aprile 1945, condannato per la sua opposizione al regime nazista. Teologo e pastore luterano, coniugò la ricerca accademica e l'attività di pastore evangelico, soggiornando spesso all'estero e intessendo una fitta rete di contatti umani, ecclesiali e culturali. Fu esponente di spicco della Chiesa confessante, la minoranza dei cristiani riformati dissociatasi dal nazismo, e segnò una generazione di pastori dirigendo il seminario clandestino di Finkenwalde. In pochi anni scrisse una grande quantità di opere che fanno di lui uno dei più grandi teologi del Novecento. Dopo la morte diventò punto di riferimento universale per tanti credenti, anche al di là della tradizione luterana a cui apparteneva.
Fu professore universitario, pioniere del movimento ecumenico e pubblicò saggi studiati ancora oggi: nel 1931 Atto ed essere, nel 1937 Sequela, nel 1938 Vita comune.
Le lettere e gli appunti scritti durante la prigionia e inviati all'amico Eberhard Bethge vennero pubblicati postumi nel 1951, insieme alle lettere ai genitori e ad alcune poesie, con il titolo di Resistenza e resa.
Postume apparvero le opere Etica (1949), L'ora della tentazione (1953), Il mondo maggiorenne (1955-66).