È nato in un villaggio del Darfur, una regione del Sudan. Dopo essere stato costretto ad abbandonare il suo paese, ha vissuto in un campo profughi nel Ciad. Come interprete e guida di reporter occidentali e organizzazioni umanitarie, ha varcato decine di volte il confine per tornare in Sudan, mettendo a repentaglio la propria vita per dar voce a chi non ce l’ha. Nel 2006, nel corso di una di queste missioni, è stato catturato, imprigionato e torturato. Dopo la sua liberazione, è stato accolto negli USA come rifugiato. Oggi vive a Baltimora. Il traduttore del silenzio è diventato un caso internazionale, tradotto in quattordici Paesi. Negli USA ha venduto 100.000 copie in un mese.